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Politica

Inchiesta Maugeri: sequestrati beni per 49 milioni

Di Redazione10 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La procura ordina il sequestro preventivo di beni immobili agli imputati coinvolti nell'inchiesta

Inchiesta Maugeri: sequestrati beni per 49 milioni
Roberto Formigoni

MILANO — Cinque conti correnti e una villa in Sardegna, ad Arzachena. E’ in corso un sequestro preventivo di beni immobili riconducibili all’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni e al suo amico di vecchia data Alberto Perego, imputati per il caso Maugeri.

Il sequestro è stato disposto dal giudice Paolo Guidi su richiesta della Procura.

All’ex governatore lombardo, a Perego e ad altre persone, tra cui i presunti intermediari Pierangelo Daccò e Antonio Simone, la procura ha bloccato circa 49 milioni di euro. Al senatore del Ncd, da quanto si è saputo, sono stati sequestrati conti correnti, una villa e alcuni immobili.

Il gip Guidi ha disposto un sequestro preventivo per equivalente di beni per un valore fino a 49 milioni di euro ai fini della confisca nel caso di un eventuale condanna. Sequestro che arriva dopo che lo stesso giudice, nelle scorse settimane, aveva rinviato a giudizio Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, Perego, Daccò, Simone e altre persone imputate per il presunto scandalo Maugeri, ossia un giro di presunte mazzette per favorire, attraverso delibere della Giunta Regionale all’epoca guidata dal ‘Celeste’, la Fondazione pavese con stanziamenti regionali.

Già nei mesi scorsi erano stati eseguiti sequestri (per il reato di associazione per delinquere) per un valore di circa 53 milioni di euro a carico del faccendiere Daccò, dell’ex assessore lombardo Antonio Simone e dell’ex direttore amministrativo della struttura sanitaria, Costantino Passerino.

Oggi, invece, sono arrivati i sequestri da 49 milioni che corrispondono all’ammontare della presunta corruzione che il giudice addebita all’ex governatore e a Perego, ma in parte anche a Daccò, Simone e Passerino.

Di questi 49 milioni di euro, in particolare, 39 milioni sarebbero la presunta corruzione legata alla vicenda Maugeri e 7,6 milioni sarebbero, invece, le presunte mazzette per il caso San Raffaele.

“I 49 milioni che sarebbero stati sequestrati a me, non li hanno sequestrati perché non li ho”, ma dalle carte emerge “che devono essere sequestrati a una serie di soggetti, come tale signor Maugeri”. Lo ha detto l’ex presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, in una conferenza stampa svoltasi su una terrazza con vista sul palazzo della Regione.

“Formigoni – ha aggiunto parlando di se stesso – questa volta è solidale con la stampa indotta in errore da una comunicazione ambigua fatta dagli uffici” della Procura di Milano.

Formigoni ha spiegato che “questi 49 milioni devono o dovranno essere sequestrati a una serie di soggetti: si parla di tale signor Maugeri, tale signor Mazzali, Daccò, Simone… e si dice che 25 milioni sono già stati sequestrati”. Da qui, per il senatore di Ncd, l’inganno alla stampa, che ha titolato sull’intera cifra che sarebbe stata sequestrata a lui stesso. “Una calunnia”, ha aggiunto, tornando a smentire come già più volte in passato la ricostruzione della Procura di Milano che lo accusa di corruzione nei rapporti con la Fondazione Maugeri.

Secondo Formigoni anche i magistrati riconoscono che “non ha intascato un euro ed è per questo che devono arrampicarsi sugli specchi e inventare le famose presunte utilità” di cui avrebbe beneficiato, come vacanze e case.

“Formigoni – ha dunque concluso – è una sorta di Re Mida al contrario. Basta che trascorra un week-end in una casa in Sardegna e la casa diventa sua. O basta che trascorra un week-end in barca e la barca diventa sua”.

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