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Politica

Moto sui sentieri: il provvedimento torna in commissione

Di Redazione8 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Moto sui sentieri: il provvedimento torna in commissione
Alcune moto sui sentieri di montagna

BERGAMO — E’ stato rimandato in commissione Agricoltura il progetto che prevede interventi correttivi alle leggi regionali in materia di agricoltura, fra le quali la la famigerata questione delle moto sui sentieri di montagna.

L’obiettivo del rinvio è quello di chiarire e specificare meglio il punto inerente la possibilità di autorizzare manifestazioni motoristiche sulle strade agrosilvopastorali.

La decisione è stata presa questa mattina dal consiglio regionale su proposta del sottosegretario alla montagna, ai rapporti istituzionali e all’attuazione del programma, dopo una riunione tra i presidenti dei gruppi consiliari. La riunione dei capigruppo si è tenuta in seguito alla presentazione da parte di alcuni consiglieri regionali del PD della questione pregiudiziale sulla trattazione del provvedimento. Hanno votato a favore del rinvio in Commissione tutti i gruppi consiliari ad eccezione del Movimento Cinque Stelle, che si è astenuto, e di un consigliere regionale di Forza Italia, unico voto contrario.

Sulla questione delle moto sui sentieri di montagna “abbiamo assistito a una strumentalizzazione eccessiva e fuorviante da parte di alcune associazioni ambientaliste che hanno voluto far credere alla gente che con l’approvazione di questa legge avremmo dato il via libera a una liberalizzazione selvaggia della motorizzazione sui sentieri di montagna” ha spiegato il presidente della commissione.

“Nulla di più falso e il ritorno del provvedimento in Commissione sarà l’occasione per meglio precisare e spiegare come stanno realmente le cose. Il progetto di legge assegna a un apposito regolamento regionale la definizione dei criteri e delle procedure con cui gli enti proprietari potranno autorizzare il transito temporaneo di mezzi a motore (nel caso di un’area protetta occorre il parere preventivo dell’ente gestore)”.

“Il provvedimento si propone inoltre di favorire il recupero dei terreni edificabili a destinazione produttiva che, se colonizzati spontaneamente da specie arboree o arbusti da meno di 15 anni, non saranno più definiti boschi. Viene inoltre ampliata la casistica delle autorizzazioni comunali relative a interventi edilizi comportanti trasformazione d’uso del suolo in zone soggette a vincolo idrogeologico. Infine, è previsto che anche le Unioni dei Comuni possano autorizzare la trasformazioni dei boschi, in particolare per opere pubbliche”.

Contro la modifica delle leggi attuali, il Cai ha raccolto 20mila firme.

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