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No alle moto sui sentieri: il Cai raccoglie 20mila firme

Di Redazione7 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
No alle moto sui sentieri: il Cai raccoglie 20mila firme
Una moto da enduro

BERGAMO — Sono ventimila le firme raccolte dal Cai di Bergamo per dire no al passaggio delle moto sui sentieri di montagna e impedire “ulteriori devastazioni” dell’ambiente.

All’origine della petizione il progetto di Legge 124 che sarà discusso in consiglio regionale il prossimo 8 aprile. Il timore del Cai è che vengano introdotte deroghe ai commi 3 e 4 della legge regionale 31/2008 che vietano il transito dei mezzi motorizzati su tali strade, sulle mulattiere e sui sentieri nonché in tutti i boschi e nei pascoli ad eccezione di quelli di servizio, di quelli autorizzati dalla Regione sui terreni appartenenti al patrimonio forestale della stessa e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale.

“La proposta di modifica – si legge in un comunicato stampa – vuole introdurre una deroga ai suddetti commi per consentire agli enti proprietari di autorizzare il transito temporaneo dei mezzi motorizzati in base a un regolamento regionale da definire”.

“E’ evidente – sottolineano dal Cai – come l’effetto di tale attività risulterebbe devastante per le condizioni del sentiero, della mulattiera, del bosco e del pascolo eventualmente interessati dal transito stesso”.

“In poche ore si possono creare danni che solo la natura potrebbe riparare impiegando anni e ai quali l’uomo non può porre rimedio. La circolazione di mezzi motorizzati sui sentieri avrebbe, ma di fatto già ha, un impatto estremamente negativo sul delicato ambiente naturale, sulla fauna e in termini di inquinamento dell’aria e acustico”.

Nella petizione si sottolinea inoltre l’incompatibilità fra escursionismo e motociclismo su terreno comune, “che appare un paradosso rispetto agli innumerevoli progetti ed attività, anche in capo a Regione Lombardia, per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo sulla base di scelte precise e coerenti”.

“Tali progetti, che necessitano di ulteriore sostegno e promozione, stanno rivelandosi uno strumento che ha favorito iniziative imprenditoriali a valenza agricola e turistica per le giovani generazioni, riportando nuova linfa vitale nelle zone montane e di media montagna che sino ad ora sono state considerate marginali”.

I sentieri tematici atti a promuovere la riscoperta della storia e della cultura locale, l’agricoltura, la connessione tra il mondo dell’escursionismo, quello agroalimentare ed enogastronomico, l’educazione al rispetto dell’ambiente e delle risorse del territorio non sono compatibili con il tipo di frequentazione ed uso del territorio che sarebbe autorizzabile con il recepimento del testo proposto”, conclude il Cai.

Chi fosse interessato a firmare la petizione può farlo qui

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