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Politica

Maroni: teniamoci tutti i soldi delle nostre tasse

Di Redazione7 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Nella proposta di regione a statuto speciale, il 100 per cento delle tasse rimarrebbe alla Lombardia

Maroni: teniamoci tutti i soldi delle nostre tasse
Roberto Maroni

MILANO — “Sulla proposta di referendum per avere lo Statuto speciale mi aspetto che, una volta tanto, tutte le forze politiche della Lombardia, a qualunque schieramento appartengano, si rendano conto che, se c’è una proposta utile per tutti i cittadini lombardi, a prescindere da chi la presenta, va sostenuta. La domanda da porsi è se questa proposta è utile. E la risposta è certamente sì, è utile, perché la Lombardia a Statuto speciale si terrebbe qui il 100 per cento delle tasse pagate dai cittadini”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia, intervenendo alla conferenza stampa al termine della riunione della Giunta regionale.

“Mi domando – ha proseguito il governatore -: c’è un Lombardo che possa dirsi contrario a una proposta del genere? Io penso di no”. “Per cui – ha proseguito – ora chiedo alle forze di opposizione se sono contrarie a questa prospettiva. E, se! lo fossero, non ne capirei il motivo, perché si tratta di una cosa che è utile per i cittadini lombardi e per le imprese lombarde”.

“In questo modo – ha spiegato il presidente – potremmo azzerare l’Irap per le imprese, abolire il ticket, dare sostegno ai giovani che non trovano lavoro, potremmo fare tutto e non trovo un solo motivo per cui si possa dire di no”.

“Mi aspetto – ha auspicato – che vengano deposte le armi ideologiche e superati gli steccati e si entri nel merito; sarebbe davvero una novità rilevante, se, per sostenere una proposta utile ai Lombardi, le forze politiche si mettessero insieme”.

“In settimana – ha quindi aggiunto – sarò a Roma per incontrare il Governo e chiederò di poter svolgere il referendum, in concomitanza con le Elezioni europee. Per noi si può fare, perché il nostro Statuto prevede che debbano passare almeno 30 giorni dall’approvazione del referendum alla sua indizione, per cui, se il Consiglio regionale lo approvasse e in tempo utile, ovvero prima del 25 di aprile, si potrebbe fare in contemporanea alle Europee, ma occorre che anche il Governo sia d’accordo. Altrimenti, in caso contrario, si potrebbe fare in altre due date evocative su questi temi, il 18 settembre o il 9 novembre, quando si svolgeranno gli analoghi referendum rispettivamente in Scozia e in Catalogna”.

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