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Storia

Bergamo scomparsa: il prezzo della libertà

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Bergamo scomparsa: il prezzo della libertà
Bergamo Alta

Durante i secoli che videro l’affermazione e il consolidamento del Comune bergamasco cosa succedeva nelle campagne? Nel secolo XI, come abbiamo già visto, il territorio era suddiviso in signorie di banno. I poveri contadini erano soggetti al potere dei proprietari che amministravano la giustizia, riscuotevano le tasse, potevano imporre ogni sorta di pedaggi e di corvèes.

Fra questi all’inizio dell’età comunale cominciarono ad essere presenti anche le grandi famiglie dell’aristocrazia urbana. Duplice quindi l’atteggiamento del ceto dirigente bergamasco. Da una parte “cives” pronti a rivendicare la libertà cittadina, dall’altra signori rurali individualmente ostili all’emancipazione contadina. Rileva lo studioso Menant che a Bergamo e in genere nelle altre città lombarde in nessun caso furono promulgati decreti di liberazione dei servi come avvenne in certe campagne emiliane e toscane.

L’emancipazione degli abitanti del territorio fu effettuata mediante il pagamento di un riscatto. Qualche volta era un’intera collettività ad affrancarsi. Così tra il 1233 e il 1247 gli abitanti di Gandino versarono più di 2000 lire imperiali alle famiglie cittadine dei Ficieni, degli Adelasi e dei Curteregia per liberarsi dei privilegi che queste avevano acquisito su di loro.

Nel 1189 un gruppo di abitanti di Baccanello riscattarono il diritto di fodro e di amministrazione della giustizia secolarmente esercitato su di loro dai Colleoni.

Altre volte il riscatto avvenne individualmente e progressivamente in ordine sparso, in relazione alle capacità economiche delle singole famiglie. A Calcinate così come ad Ardesio l’affrancamento della popolazione fu attuato nel corso di diversi decenni. La libertà costava cara. Di solito il signore non cedeva del tutto le sue prerogative, ma manteneva almeno una parte di quelle giurisdizionali che gli permettevano di conservare un certo rapporto di potere su coloro che erano stati suoi dipendenti.

Nella maggior parte dei casi non si assistette a fenomeni di violenza. Là dove si verificarono rivolte, il Comune di Bergamo intervenne a riportare l’ordine e a costringere i rivoltosi al negoziato. Così abbiamo visto ad Almenno dove nel 1216 fu distrutto il palazzo vescovile poi ricostruito a spese degli abitanti.

L’emancipazione fu un fenomeno molto ampio. Se alla fine del secolo XI la condizione di dipendenza coinvolgeva praticamente tutta la popolazione rurale, due secoli dopo i contadini avevano ormai acquisito nella quasi totalità lo status di uomini liberi. Ne rimasero esclusi solamente i più poveri, che in una società ormai costituita da uomini liberi, videro in sostanza peggiorare la loro situazione sia in termini di maggiori costrizioni sia in termini di minore considerazione sociale.

Lo studioso Menant cita nel quadro della società contadina anche gli uomini di masnada, legati al signore da un rapporto servile, privi di una proprietà trasmissibile per eredità, ma beneficiari di privilegi notevoli come esenzioni dei loro fondi da imposte , decime, giustizia. Prestavano un giuramento di fedeltà oltre a servizi specifici come la guardia dei campi,il servizio militare a cavallo, talvolta anche l’amministrazione del territorio. Nota la “masnata Sancti Alexandri”, dipendente dal Capitolo di Sant’Alessandro.

Le masnade, così come in genere gruppi di contadini armati al servizio di un potente, furono parte attiva nei conflitti che insanguinarono la città.

Andreina Franco Loiri Locatelli

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