iscrizionenewslettergif
Provincia

Il Moscato di Scanzo fra 13 a Vinitaly

Di Redazione2 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

BERGAMO — Il Consorzio del Moscato di Scanzo mette in campo la sua miglior formazione e fa 13. Per la prima volta i maggiori produttori parteciperanno riuniti a Vinitaly, la più importante fiera del vino italiano (Verona, 6-9 aprile).

Un gioco di squadra che premia l’impegno dell’organismo guidato da Angelica Cuni, piccolo per dimensioni ma grande nei risultati. Nell’ultimo anno il Consorzio ha visto il completamento della scansione del dna per la selezione clonale del Moscato di Scanzo. Un importante passo avanti per la realizzazione di vigneti capaci di esprimere un maggiore potenziale enologico.

Per sperimentare le tante sfumature di questo vino l’appuntamento allo stand D8 padiglione Lombardia dove il Consorzio proporrà in degustazione i prodotti delle aziende: Il Cipresso (www.ilcipresso.info), Il Francès (www.frances.it), Biava (www.aziendabiava.it), Cerri (www.agriturismocerri.it) Daldossi, De Toma, Fejoia (www.fejoia.it), La Berlendesa (www.laberlendesa.weebly.com), La Corona (www.aziendalacorona.com), La Rodola (www.larodola.it), Pagnoncelli Folcieri (www.moscatopagnoncelli.com), Ronco della Fola (www.roncodellafola.it), Magri Sereno (coespositore) www.aziendaagricolamagrisereno.it.

Con un giro d’affari di 1.000.000 euro nel 2013, 60.000 bottiglie prodotte in soli 31 ettari, 21 soci, ed un export del 20 per cento il Consorzio tutela Moscato di Scanzo Docg è un’eccellenza lombarda su cui provincia di Bergamo ha scommesso per Expo.

“Siamo orgogliosi di essere tra i prodotti di punta del nostro territorio – afferma la presidente Angelica Cuni, alla guida del Consorzio dal 2011 -. Di recente abbiamo presentato il frutto del lavoro condotto con il Centro Interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in viticoltura ed enologia dell’Università di Milano che dimostra con prove documentali l’antichità e l’autoctonia dell’origine del Moscato di Scanzo. Un vino che ha un’anima e una storia da raccontare”.

“Per noi produttori – conclude la Cuni – il Moscato di Scanzo è un simbolo identitario, una passione contagiosa che ci auguriamo di trasmettere ai molti appassionati che aspettiamo a Vinitaly e agli ancor più numerosi turisti da tutto il mondo che attendiamo nel nostro territorio nel 2015”.

Vino da meditazione per eccellenza, il Moscato di Scanzo presenta un colore rosso rubino carico e un sapore equilibrato ed elegante, moderatamente dolce, dagli aromi fruttati e speziati con leggero retrogusto di mandorla. Va servito ad una temperatura di 15°/16° C, in grandi calici per favorirne l’ossigenazione.

Pedemontana: il ministero stanzia 128 milioni

Il tracciato dell'autostrada PedemontanaBERGAMO -- Dopo l'annuncio di ieri del consiglio d'amministrazione della società Pedemontana, che paventava il ...

Gandino, chiuso il rifugio Parafulmine

Il rifugio Parafulmine in ValgandinoGANDINO -- La necessità di provvedere a manutenzioni urgenti di alcune apparecchiature, ha reso necessaria ...