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Politica

Gori: molto va costruito per l’assistenza all’autismo

Di Redazione1 aprile 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gori: molto va costruito per l’assistenza all’autismo
Giorgio Gori

BERGAMO — “Molto a Bergamo è stato fatto; ciò che oggi esiste deve essere sostenuto e garantito. Molto deve ancora essere pensato e costruito”. E’ l’opinione del candidato sindaco di Bergamo Giorgio Gori in occasione della “Giornata mondiale dell’autismo” di domani 2 aprile.

“La ritualità della data non sminuisce l’importanza della riflessione dedicata alla difficile realtà vissuta da tante persone e da tante famiglie. Ancora oggi la complessità della sindrome autistica, pur essendo oggetto di studi e ricerche in tutto il mondo, mantiene aspetti oscuri sia nella genesi sia nella cura” spiega Gori.

“La precocità della diagnosi, che si attesta oggi intorno ai tre anni d’età, è elemento determinante nella definizione di interventi di fondamentale importanza per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con problemi di autismo”.

Che cosa può fare il Comune di Bergamo? “Sono necessari presìdi di territorio che costruiscano e sostengano la rete di servizi e di relazioni indispensabili – sostiene sempre il candidato sindaco del centrosinistra -. E’ necessario che i genitori dei bambini con autismo siano accompagnati in un cammino pieno di interrogativi e di ostacoli da persone preparate, con competenza e continuità nell’arco dell’età evolutiva: la scuola, a partire da quella dell’infanzia fino al termine del percorso scolastico, rappresenta spesso una sfida difficile perché le modalità di comunicazione e i percorsi di apprendimento seguono regole diverse da quelle consuete”.

“E’ necessario dare alle famiglie spazi di incontro e di scambio perché possano costruire insieme il benessere ed il futuro dei loro figli, come “operatori esperti” in un contesto sociale aperto ed inclusivo. Così è possibile immaginare che il giorno, inevitabile, in cui non sarà più possibile che siano ancora loro i custodi protettivi di questi figli speciali, la comunità sia pronta a svolgere il ruolo di paternità sociale che deve alle persone fragili”.

“Molto a Bergamo è stato fatto; ciò che oggi esiste deve essere sostenuto e garantito. Molto deve ancora essere pensato e costruito. La giornata del 2 aprile deve essere l’inizio di un nuovo percorso in cui istituzioni pubbliche componenti private e forze sociali si alleino per sostenere la sfida all’autismo”, conclude Gori.

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