iscrizionenewslettergif
Storia

Bergamo scomparsa: scontri e vendette fra casati

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo scomparsa: scontri e vendette fra casati
Il castello di Marne appartenuto ai Colleoni

Abbiamo visto nella puntata precedente che durante il drammatico scontro del 1296 i Suardi furono cacciati dalla città dove però rientrarono quasi subito prendendo il sopravvento sui Colleoni. Questi ultimi, a loro volta cacciati, riuscirono in poco tempo a tornare volgendo le sorti a loro favore.

Il fenomeno si ripeteva con molta frequenza. Le famiglie di entrambe le fazioni cittadine avevano infatti possedimenti nel contado, sui quali conservavano forme di potere. Così i Bonghi in Valseriana, i Da Castello in Valbrembana, i Colleoni nell’Isola e ad Almè, i Rivola a Ghisalba, Comonte ad Ardesio, i Suardi a Martinengo e in tante località sparse del contado.

In caso di necessità potevano riceverne rifugio e aiuto. Accadeva che la parte sconfitta riparasse in un centro del territorio e da lì preparasse la rivincita magari con un appoggio esterno. Nei documenti d’epoca era detta “pars estrinseca”, mentre la “pars intrinseca” era quella che rimaneva al governo della città.

I Suardi avevano il loro punto di forza nel comune di Martinengo, a Comonte era invece una “bastia” fortificata, più volte strenuamente difesa dai Rivola. Tale situazione comportava un sostanziale equilibrio di forze che non permetteva a nessuna delle due “partes” di prevalere a lungo. E la vita politica diveniva più confusa che mai.

La città continuava ad essere considerata come il centro amministrativo , teoricamente rappresentante degli interessi di tutti. Ma ci si chiedeva se un podestà eletto dagli intrinseci (guelfi o ghibellini che fossero in quel momento) avesse il potere di giudicare gli extrinseci e di condannarli in contumacia.

Ovviamente le decisioni del podestà erano contestate dagli extrinseci del momento, i quali spesso impugnarono anche la legittimità della sua elezione. Dopo il 1307 la validità fu più volte chiaramente negata con la conseguente nullità di tutti gli atti podestarili.

Gli extrinseci soggetti al bando di solito confutavano le motivazioni che avevano portato alla loro espulsione. Ma si verificarono anche situazioni in cui invece essi sostennero strenuamente la loro condizione di fuoriusciti. Così ad esempio quando ai cittadini venne imposta una tassazione aggiuntiva per il pagamento di danni arrecati al comune di Cremona. E nell’instabilità più totale, le citate questioni di diritto non venivano purtroppo dibattute solo a livello giuridico, ma sempre più spesso erano causa di scontri armati feroci.

La conseguenza più grave delle lotte tra “intrinseci” ed “estrinseci” fu il pesante coinvolgimento del contado, i cui abitanti spesso fecero proprie le ostilità, i risentimenti della parte che, bandita dalla città, insediava nel loro territorio il centro organizzativo della lotta.

Come sottolinea lo studioso Belotti, “le mura cittadine rappresentarono veramente una barriera fra due campi seminati di rancori e di spiriti di vendetta”. Vedremo nella prossima puntata come anche nelle campagne durante i due secoli dell’età comunale si fossero verificate significative trasformazioni.

Andreina Franco Loiri Locatelli

Leggi le altre puntate di Bergamo scomparsa
Bergamo scomparsa: la bibliografia

Bergamo scomparsa: 10 marzo 1296

Bergamo AltaIl 10 marzo 1296 un Colleoni feriva con un colpo di lancia Jacopo da Mozzo, ...

Bergamo scomparsa: il prezzo della libertà

Bergamo AltaDurante i secoli che videro l’affermazione e il consolidamento del Comune bergamasco cosa succedeva nelle ...