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Politica

Bergamo, la Lega raccoglie firme per 5 referendum

Di Redazione27 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo, la Lega raccoglie firme per 5 referendum
Daniele Belotti

BERGAMO — Centocinquanta banchetti in tutta la Bergamasca con l’obiettivo di raccogliere firme per i cinque referendum. E’ la nuova campagna indetta dalla Lega Nord.

“In questo fine settimana – spiega il segretario provinciale Daniele Belotti – faremo uno sforzo organizzativo non indifferente che vede mobilitati un migliaio di militanti; numeri che confermano come l’attivismo dei leghisti bergamaschi sia sempre incredibile”.

La mobilitazione continuerà poi nelle settimane successive, anche in piena campagna elettorale, con decine di altri banchetti; inoltre i cittadini potranno firmare, da lunedì, nel proprio municipio.

I cinque referendum prevedono l’abolizione della legge Merlin sulla prostituzione, della riforma Fornero sulle pensioni, della legge Mancino sui reati di opinione e delle norme che consentono agli immigrati di partecipare ai concorsi pubblici. L’obiettivo del referendum abrogativo totale sulla legge Merlin è riaprire le case chiuse, contrastando così alla radice il racket della prostituzione sulle strade, e garantire pesanti entrate all’erario tassando regolarmente, come nel Nord Europa, l’esercizio della prostituzione che in Germania frutta circa 5 miliardi di euro allo Stato; questa proposta risulta essere condivisa, secondo un sondaggio Swg, dal 71 per cento degli italiani. Anche il referendum sulla riforma Fornero, secondo la ricerca Swg, ha un gradimento molto alto con il 60 per cento favorevoli all’abrogazione della famigerata legge, mentre il 44 per cento è d’accordo sulla cancellazione delle Prefetture e il 34 per cento sull’abrogazione della legge Mancino.

“In una realtà in difficoltà come la Bergamasca alle prese con un tasso di disoccupazione senza precedenti – continua Belotti – riteniamo molto importante anche il referendum per l’abrogazione della norma voluta dal governo Letta che stabilisce una quota del 10 per cento di posti pubblici per gli extracomunitari (nel sondaggio è gradito da quasi un cittadino su due). In questo momento che non c’è lavoro trovarsi anche nei concorsi pubblici, già iperaffollati, l’ennesima corsia preferenziale per gli stranieri, già favoriti, nei fatti, per l’assegnazione degli alloggi popolari e dei vari contributi economali, rappresenta un insulto verso chi ha contri buito più di altri a costruire questo Paese. Se non c’è lavoro e non ci sono case, si deve ridurre drasticamente l’immigrazione e non incentivarla, a spese della nostra gente più in difficoltà, promettendo occupazione, case, contributi e cittadinanze subito, come continuano a fare a sinistra”.

“Visti i quesiti referendari che vanno a toccare diversi ambiti – conclude il segretario provinciale – la speranza è che molti cittadini, anche non leghisti, possano venire ai nostri banchetti a firmare: si tratta di una battaglia di libertà e di democrazia”.

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