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Vino: aziende bergamasche danno vita alle “Sette Terre”

Di Redazione26 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Vino: aziende bergamasche danno vita alle “Sette Terre”
I viticoltori delle "Sette Terre" della Bergamasca

BERGAMO — Sette viticoltori della Bergamasca uniti per dar vita a una nuova associazione imprenditoriale. Nasce a Bergamo “Sette Terre viticoltori indipendenti di Bergamo”.

“Maiolica, 
Marna di Bruntino,
 Volpinite, 
Sass de Luna, Arenaria, Flysch, Torbiditi. Di cosa parliamo? Della terra da cui nascono i nostri vini, da sette terre diverse che si snodano lungo la fascia collinare bergamasca” spiegano gli imprenditori.

“Occorre conoscere a 360° tutti gli aspetti fondamentali del territorio per ottenere i migliori risultati, ma uno degli aspetti principali è la conoscenza del terreno, basilare per decidere la tipologia della coltivazione, dei vitigni e dei portainnesto. Una riflessione questa, che deve essere fatta a monte della realizzazione dell’impianto, per progettare e valorizzare le caratteristiche dei vini nel rispetto naturale dell’area di produzione” continuano i viticoltori.

Lo dimostrano sette aziende di Bergamo che in sette terre differenti sono tutte organizzate per ottenere il massimo dei risultati qualitativi. Il presidente dell’associazione è Carlo Ravasio, il vicepresidente Antonio Lecchi. Le aziende che compongono l’organizzazione sono:
La Caminella di Cenate Sotto con la sua Maiolica (www.caminella.it).
Casa Virginia di Villa d’Almè e la Marna di Bruntino (www.tenutacasavirginia.it).
Cascina Lorenzo di Costa Volpino con la Volpinite (www.cascinalorenzo.com).
Eligio Magri di Torre dè Roveri con il Sass de Luna tipico (www.eligiomagri.it).
Le Corne di Grumello del Monte con l’Arenaria di Sarnico (www.lecorne.it).
Sant’Egidio di Sotto il Monte con Flysch di Bergamo (www.roncodisera.it).
Valba di Cenate Sopra con i Torbiditi sottili (www.valba.it).

“Sette Terre è un’associazione di viticoltori con la comune finalità di valorizzare e promuovere la produzione vitivinicola bergamasca nel segno di uno sviluppo ecocompatibile e che condivide la ricerca della massima espressività del vino nell’obbiettivo dell’identità territoriale. Sette vuole essere il nostro numero portafortuna. Esprime la globalità, l’universalità, l’equilibrio perfetto e rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. Sette è considerato fin dall’antichità un simbolo magico e religioso della perfezione, i Greci lo chiamarono Venerabile, Platone Anima Mundi, presso gli Egizi simboleggiava la Vita”.

“Ma per noi il Sette è un simbolo in quanto non ci sarà un numero fisso di aziende: siamo una associazione aperta e vicino a coloro che come noi vogliono condividere il nostro progetto su almeno sette punti: impegno, passione, qualità, valore, crescita, studio, programmi”.

“Lo scopo – spiegano ancora i fondatori dell’associazione – è quello di rivalutare il vino prodotto a Bergamo nella sua espressione, nel suo habitat, nella sua storia, a beneficio di attenti consumatori. Per molti Bergamo non viene riconosciuta una provincia vitivinicola: noi vogliamo ricordare che a Bergamo nel settecento la viticoltura era la principale fonte di sopravvivenza. Naturalmente sappiamo che il lavoro di miglioramento qualitativo della produzione deve continuare nel tempo per far fronte alle mutevoli esigenze, anche con i cambiamenti delle norme che modificano le abitudini ed i consumi, ne siamo consapevoli e ne prendiamo atto impegnandoci al massimo”, concludono.

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