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Politica

Tangenti per la discarica: Formigoni rinviato a giudizio

Di Redazione24 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La vicenda è quella dell'impianto di Cappella Cantone. Coinvolti l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli e i vertici dell'allora Cdo

Tangenti per la discarica: Formigoni rinviato a giudizio
Roberto Formigoni

MILANO — La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex governatore della Regione Lombardia e attuale senatore del Ncd Roberto Formigoni. L’accusa è corruzione. La vicenda è quella della discarica d’amianto di Cappella Cantone che vede coinvolto l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli.

Con Formigoni sono state rinviate a giudizio altre 12 persone accusato di corruzione. Secondo l’accusa, oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate dai vertici di allora della Compagnia delle Opere di Bergamo su input di Formigoni. Stando alle indagini Pierluca Locatelli, interessato alla realizzazione della discarica, avrebbe versato 100mila euro all’allora vicepresidente del consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, “al fine – stando all’imputazione – di ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale, necessaria”. Locatelli avrebbe pagato “con il consenso e la consapevolezza di Rossano Breno e Brambilla Luigi che agivano in nome e per conto dei pubblici ufficiali Raimondi Marcello e Formigoni”.

Diecimila euro poi sarebbero andati all’ex funzionario dell’Arpa Lombardia, Giuseppe Rotondaro. In più, l’imprenditore avrebbe versato, tra “denaro ed altre utilità”, oltre un milione di euro in favore dell’allora Compagnia delle Opere di Bergamo per “oliare” gli ingranaggi necessari della Regione. In particolare, Locatelli avrebbe fatto avere 200mila euro a Brambilla, all’epoca numero due della Cdo bergamasca, e 25mila euro a Breno, che era presidente. Inoltre, Locatelli avrebbe effettuato “al fine di ottenere i favori dei predetti pubblici ufficiali di area Comunione e Liberazione (…) plurime donazioni per ristrutturare la scuola privata Imiberg di Bergamo per un totale di circa 781mila euro”.

In cambio, sempre stando all’imputazione, Locatelli avrebbe ottenuto “l’approvazione della delibera di Giunta Regionale del 20 aprile 2011 n.1594, su proposta del Presidente, che consentiva la disapplicazione delle prescrizioni contenute nel Piano Cave adottato dal Consiglio Regionale”. Sempre con quelle mazzette l’imprenditore si garantiva l’opera di condizionamento, esercitata dai predetti Pubblici Ufficiali”, “sulle determinazioni dei competenti dirigenti amministrativi”.

Le difese chiederanno per alcuni imputati il trasferimento del processo a Bergamo per competenza territoriale.

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