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Retroscena

Tentorio, Forza Italia e i rischi della partita già vinta (forse)

Di Redazione20 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il sindaco uscente dato per favorito dall'ultimo sondaggio Ixé, ma non è tutto oro quel che luccica

Tentorio, Forza Italia e i rischi della partita già vinta (forse)
Franco Tentorio durante il suo discorso all'Auditorium di Bergamo

BERGAMO — Cautela, estrema cautela. E’ il consiglio (peraltro non richiesto) che ci sentiamo di dare al centrodestra bergamasco dopo i risultati dell’ultimo sondaggio realizzato da Ixé che vedrebbe il sindaco uscente di Bergamo Franco Tentorio in vantaggio rispetto al suo sfidante più diretto Giorgio Gori.

Una cautela dettata da alcuni riscontri oggettivi e da nodi politici irrisolti, sia da una parte sia dall’altra, chiaro indice che la partita per Palazzo Frizzoni è tutt’altro che chiusa. Analizziamoli, insieme.

Primo aspetto: l’ultimo sondaggio dice che Tentorio sarebbe in vantaggio di 5 punti rispetto al diretto concorrente. Un precedente sondaggio, invece, diceva l’esatto contrario: Gori avanti di 5. Fermo restando i margini di tolleranza, dunque, nel giro di un mese l’attuale sindaco (facendo una sola vera uscita pubblica: quella dell’auditorium) avrebbe ribaltato il risultato, guadagnando 10 punti percentuali. Troppo bello e fin troppo facile per essere vero. Una forbice così elevata, in un tempo così esiguo, non ha giustificazione alcuna in una città dove la stragrande maggioranza dei residenti guarda alla politica in maniera sonnolenta e distaccata – proprio perché deve -, impegnata com’è ad affrontare la peggior crisi economica di sempre.

Il secondo aspetto riguarda l’appeal dei candidati. Secondo quanto reso noto, è stato sondato il gradimento del sindaco rispetto al suo diretto sfidante. E qui è evidente che Tentorio – stimato professionista, campione di equilibrio e affidabilità, unanimemente apprezzato dai bergamaschi conservatori – possa avere maggior presa dell’ex direttore di Canale 5, per certi versi considerato (seppur a torto) un extraterrestre persino da una parte del suo stesso schieramento. Gli osservatori più attenti sono concordi nell’affermare che c’è un 5 per cento della sinistra cittadina che proprio di Gori non ne vuol sapere. E che sarebbe disposta persino a votare per il buon Tentorio. Tuttavia l’orientamento di questa parte di votanti potrebbe cambiare drasticamente qualora nel centrosinistra scendessero in campo una o più liste civiche (sull’esempio della lista Bruni) fatte da professionisti di riconosciuto prestigio, in grado di intercettare quel 5 per cento in fuga e di riportarlo nell’alveo del centrosinistra.

Terzo aspetto: l’ultimo sondaggio rende palese l’effettiva debolezza di Forza Italia in città. Il 18,2 per cento attribuito ai forzisti corrisponde a poco più di quanto ottenuto dalla candidata della Lega Raffaella Bordogna ormai tre lustri fa. Forza Italia sotto il 20 per cento è un pessimo segnale per la coalizione, confermato dall’effettiva difficoltà del partito di Berlusconi nella formazione delle liste in città.

Quarto problema: il Movimento 5 stelle. I grillini al 10 per cento obbligano il centrodestra a cercare la vittoria al primo turno. Perché è evidente che al ballottaggio il Movimento avrà decisamente più punti di contatto (vedi ecologia) con il centrosinistra che con Tentorio e soci. Grillo potrà anche mandare tutti al mare, ma difficilmente l’elettorato si sottrarrà dallo scegliere il proprio sindaco nel segreto dell’urna. Se a questo aggiungiamo la cronica disaffezione del centrodestra al doppio turno, qualche “guaio” potrebbe arrivare anche da questo fronte.

Dunque, nonostante i sondaggi inducano all’ottimismo, esistono una serie di fattori politici che vanno indiscutibilmente messi in conto. Il sindaco, ne siamo certi, dall’alto della sua esperienza non cadrà nel tranello della “partita già vinta”. Ma la sua macchina elettorale non dovrà dormire sugli allori (presunti). Dovrà essere accorta e puntuale. Soprattutto perché la campagna elettorale è lunga e logorante. E di errori tattici, compresa la divulgazione anticipata di sondaggi che consentono a Gori di ritarare la sua strategia, ne sono stati già fatti.

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