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L’alpinista Anghileri muore precipitando dal Monte Bianco

Di Redazione18 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Un volo di 600 metri dal pilone centrale del Freney non ha lasciato scampo al rocciatore lecchese

L’alpinista Anghileri muore precipitando dal Monte Bianco
Il pilone centrale del Ghiacciaio del Freney sul Monte Bianco

COURMAYEUR — Cedimento di un chiodo o un errore di valutazione. Sono queste le ipotesi al vaglio degli investigatori della Guardia di finanza di Entreves che stanno indagando sulla morte dell’alpinista lecchese Marco Anghileri.

Il rocciatore è precipitato per 600 metri dal pilone centrale del Freney, sul massiccio del Monte Bianco, durante un’ascensione in solitaria.

Secondo la prima ricostruzione dei fatti, Anghileri si trovava molto probabilmente a pochi metri dalla vetta al momento dell’incidente. L’ultimo suo avvistamento risale alle 13 di venerdì scorso.

La salma è stata trasportata a Courmayeur dall’elicottero del soccorso alpino valdostano. Marco Anghileri, 41 anni, di Lecco, era impegnato in solitaria nella prima salita invernale della via Jori Bardill.

“Sto bene, è tutto a posto. Conto di uscire in giornata”. Nell’ultimo sms inviato venerdì alla guida alpina di Courmayeur Arnaud Clauvel. Anghileri era partito martedì scorso alla volta del rifugio Monzino (2.561 metri). Il giorno seguente era salito al bivacco Eccles e aveva portato il materiale verso la base. Giovedì ha attaccato il pilone, e ha bivaccato due tiri sotto la cuspide sommitale, detta Chandelle, alla base della quale è stato poi visto l’ultima volta verso le 13 di venerdì.

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