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Bergamo, venduti Palazzo Lupi e caserma Colleoni

Di Redazione18 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il prezzo contenuto comunicato alla Provincia (640 milioni) non fa riferimento agli altri edifici e genera misunderstanding

Bergamo, venduti Palazzo Lupi e caserma Colleoni
Palazzo Lupi, in via Pignolo a Bergamo

BERGAMO — Seicentoquaranta milioni di euro per la caserma Colleoni e Palazzo Lupi. E’ questa la cifra chiesta dal Demanio alla Provincia per la vendita dei due edifici che si trovano a Bergamo. Almeno secondo riportato nelle lettere del ministero consegnate alla Provincia di Bergamo. Solo che si trattava di una svista madornale.

Come noto, l’agenzia del Demanio ha dato il via alla grande vendita del patrimonio immobiliare pubblico dell’Italia: palazzi storici, carceri, scuole, ospedali. L’intento è quello di destinare i proventi netti derivanti dalle cessioni alla riduzione del debito pubblico.

Obiettivo legittimo e ambizioso. Se non fosse che a Bergamo sono stati messi in vendita attraverso il “trasferimento di proprietà a titolo oneroso” la ex caserma Colleoni di via San Giovanni (superficie 24.400 mq) e lo storico palazzo Lupi di via Pignolo (superficie: 4.100 mq)

L’acquirente, a dire il vero, c’è già: è la Cassa depositi e prestiti, attraverso il Fondo investimenti per la valorizzazione extra. Ovvero, lo Stato vende a sé stesso. Ma prima di concludere il trasferimento di proprietà, la legge impone che vengano interpellati gli Enti pubblici (Comune, Provincia e Regione) potenzialmente interessati all’acquisto, in modo che si possano avvalere, qualora lo desiderino, del diritto di prelazione.

Ebbene, il Demanio ha inviato due note alla Provincia di Bergamo dalle quali si evincono l’avvenuto passaggio di proprietà e la cifra richiesta per la vendita: 320 milioni di euro per ciascun immobile, per un totale di 640 milioni di euro.

Si tratta di cifre sorprendentemente uguali per due immobili completamente differenti per valore artistico, superficie e possibile destinazione d’uso. Da qui il dubbio avanzato dal presidente Piovano che si potesse trattare di un “tarocco contabile” per far quadrare i bilanci dello Stato.

“Sono cifre elevatissime, del tutto fuori mercato – spiega il presidente della Provincia Ettore Pirovano sobbalzato sulla sedia -. Si pensi che il vecchio ospedale di Bergamo è stato venduto per 50 milioni di euro. Mi viene il dubbio che ci troviamo di fronte a stime gonfiate allo scopo di dimostrare come i bilanci siano più solidi di quanto non siano realmente e che la reale valutazione del fantomatico patrimonio dello Stato sia ben diversa. Chiederò ai nostri parlamentari di verificare”.

Nel pomeriggio è arrivata la precisazione dello studio notarile di Roma, presso cui è stato depositato l’atto di compravendita fra Demanio e Cassa depositi e prestiti. La cifra, spiegano, è cumulativa dell’intero atto che comprende 34 palazzi in tutta Italia. Solo che nelle missive inviate alla provincia non c’era nessun riferimento agli altri 32 palazzi.

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