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Agricoltura: a Bergamo seminario sulla Pac

Di Redazione18 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Agricoltura: a Bergamo seminario sulla Pac
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BERGAMO — Si terrà il prossimo 2 aprile a Bergamo il seminario sugli aiuti diretti nella nuova Politica agricola comune (Pac) organizzato da Unicaa, Centro di assistenza agricola nazionale, in collaborazione con Uniagronomi e con la federazione degli Ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Lombardia.

La relazione principale sarà tenuta da Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia. “Negli ultimi mesi – ricorda il presidente di Unicaa, Giambattista Merigo – il processo decisionale della Pac 2014-2020 è proseguito a ritmi serrati. Il 17 dicembre 2013 sono stati approvati a Bruxelles i regolamenti di base e lo scorso 10 marzo 2014 la Commissione europea ha predisposto i cosiddetti ‘atti delegati’, con i quali ha completato il percorso di definizione degli aiuti per il settore primario stabiliti a livello europeo, precisando alcune rilevanti questioni, quale il tema delle cessioni e fusioni aziendali . Ora la palla è passata nelle mani dei governi nazionali”.

L’Unione europea lascia infatti agli Stati membri una certa libertà d’azione, nel rispetto di una serie di criteri concordati a livello comunitario. Tra gli aspetti su cui ogni Paese potrà esercitare la propria discrezionalità rientra la questione cruciale degli aiuti diretti, ovvero dei pagamenti che l’Ue eroga ogni anno a milioni di agricoltori europei per sostenerne i redditi e incentivarne la permanenza nel settore. Strettamente vincolata a questa tematica è la ricerca di una definizione condivisa del concetto di ‘agricoltore attivo’, ossia del profilo giuridico dei futuri percettori degli aiuti comunitari in agricoltura.

“Il futuro valore dei titoli Pac, su cui si basa il meccanismo comunitario dei pagamenti diretti – rende noto Danilo Pirola, direttore di Unicaa – si dovrebbe conoscere entro il 1° agosto 2014: entro quella data, infatti, il nostro Paese dovrà adottare le proprie scelte di attuazione della politica agricola europea a livello nazionale. L’applicazione dei nuovi valori, riguardo ai quali vi è molta attesa da parte del mondo agricolo, dovrebbe avvenire dal 1° gennaio 2015”.

In prospettiva, l’obiettivo di Bruxelles è di pervenire ad un pagamento uniforme per ettaro in tutta Europa, ma la strategia che potrebbe essere seguita dall’Italia pare quella di un percorso molto graduale di convergenza, al fine di non creare scossoni per i beneficiari storici dei “premi” Pac.

“Ad ogni modo, anziché essere più semplice della precedente, la nuova Politica agricola comune prevede ben sette tipologie diverse di aiuti diretti. Ciononostante, la definizione della Pac 2014-2020 rappresenta un atto di notevole portata in quanto consente all’agricoltura nazionale ed europea di godere di una prospettiva caratterizzata da maggiori certezze per i prossimi sette anni”, conclude Merigo.

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