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Editoriali

Se le case farmaceutiche fanno cartello

Di Redazione12 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Se le case farmaceutiche fanno cartello
Farmaci

L’Antitrust ha inflitto una sanzione da oltre 180 milioni di Euro a Roche e Novartis, che avrebbero posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato dei farmaci per la cura di gravi patologie vascolari della vista.

In pratica, sono stati commercializzati due medicinali con la stessa efficacia terapeutica a prezzi decisamente diversi: Avastin che costa 81 euro e Lucentis al prezzo di 900 euro circa.

Secondo il garante, le due case farmaceutiche si sarebbero messe d’accordo ed avrebbero così danneggiato il sistema sanitario nazionale per circa 45 milioni di Euro nel solo 2012, e i pazienti. Inoltre le due multinazionali si sarebbero alleate per sabotare le ricerche che dimostravano l’equivalenza tra i due farmaci e sarebbe stato volutamente presentato come più pericoloso l’uno dell’altro, in modo da condizionare le scelte di medici e servizi sanitari.

Avastin infatti è un farmaco registrato per il trattamento delle patologie oncologiche, ma dalla metà degli anni duemila è utilizzato in tutto il mondo anche per la cura delle maculopatie. Lucentis è un farmaco basato su una molecola “in tutto simile” a quella di Avastin, ma risulta espressamente registrato per le patologie della vista, finora curate con Avastin.

A fronte del rischio che le applicazioni oftalmiche di Avastin ostacolassero lo sviluppo commerciale di Lucentis, Roche e Novartis avrebbero così fatto ricorso ad una complessa strategia collusiva, volta a ingenerare tra i medici – e più in generale tra il pubblico – timori sulla sicurezza del primo che costa ovviamente meno.

Tale condotta si spiegherebbe con i rapporti tra i due gruppi. Secondo l’Antitrust infatti Roche otterrebbe royalties sulle vendite di Lucentis attraverso la sua controllata Genertech che ha sviluppato entrambi i farmaci. Novartis invece detiene un rilevante 30 per cento di partecipazione in Roche.

Un anziano su tre è affetto da maculopatia ed il sistema sanitario nazionale non ha più le risorse per curare efficacemente con il Lucentis ogni malato.

La sentenza dell’Antitrust dunque rimette le cose a posto e dà speranza ai 100mila pazienti che oggi sono esclusi dalle cure a causa dell’impossibilità degli ospedali italiani a rifornirsi di Lucentis, considerato il suo costo, ed assicura alla collettività il diritto alla salute che dovrebbe essere costituzionalmente garantito.

Patrizia Siliprandi
ex membro Commissione unica del farmaco

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