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Politica

Prostituzione, referendum per cancellare la legge Merlin

Di Redazione12 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La proposta al vaglio del consiglio regionale. Poi servirà il confronto con altre 4 Regioni

Prostituzione, referendum per cancellare la legge Merlin
Una prostituta

MILANO — La commissione Affari istituzionali della Regione Lombardia ha approvato questo pomeriggio la proposta di referendum 21 per l’abrogazione parziale della Legge Merlin, datata 20 febbraio 1958.

Il provvedimento, di cui è relatore e primo firmatario Massimiliano Romeo (Lega Nord), approderà ora in consiglio regionale, chiedendo all’aula di deliberare la proposta che dovrà poi essere condivisa da almeno altri quattro consigli regionali, secondo quanto previsto dall’articolo 75 della Costituzione.

In commissione hanno votato a favore Forza Italia, Lega Nord, Maroni Presidente, Fratelli d’Italia, Pensionati e Movimento 5 Stelle. Contrari Ncd, Pd e Patto civico.

“Lo scopo primario di questa iniziativa – ha spiegato Romeo – è di modificare una normativa superata e inadeguata ormai da troppi anni. Non si tratta di legalizzare la prostituzione ma di regolamentare quello che avviene nella realtà, togliendo il fenomeno dalle strade e sottraendolo alla malavita. Siamo certi che, con la prospettiva di un referendum, anche il Parlamento finalmente si deciderà a prendere posizione”.

“Sono contrario nel metodo e nel merito – ha detto il presidente della commissione, Stefano Carugo (Ncd) –. La formula del referendum è inefficace e propagandistica e in questo modo raddoppieremo il problema, come dimostrato da analoghe esperienze in Europa. Ricordo, infine, che il Parlamento europeo ha da poco votato una risoluzione di condanna di ogni forma di prostituzione come forma di violenza sulle donne”.

Fabio Pizzul ha ribadito la contrarietà del Pd sia in relazione al metodo referendario, sia ricordando la proposta di legge depositata in Parlamento sul tema.

“Votiamo a favore perché il Movimento sostiene le forme che danno la parola ai cittadini – ha spiegato Paola Macchi del M5S, ottenendo che dalla proposta venisse cassata l’abrogazione dell’articolo 8 relativo alla tutela delle donne che abbandonano la professione – Nostro interesse è la tutela delle persone e delle condizioni sanitarie, evitiamo però che le nuove strutture finiscano nelle mani della criminalità”.

“Dal 1958 non si è mai fatto nulla per affrontare il problema e neppure si sono inasprite le pene, questa è la verità – ha dichiarato Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia). “La legge va rivista per eliminare ogni forma di tratta e sfruttamento – ha detto Lucia Castellano per il Patto civico –. Ma il referendum non è la forma corretta per risolvere il problema, soprattutto mentre in Parlamento è depositata una proposta di legge ad hoc”.

“Mi auguro che anche altri quattro consigli regionali sostengano questa nostra iniziativa – ha evidenziato Alessandro Fermi (Forza Italia) – Davanti a questo referendum il popolo si esprimerà a favore. Abbiamo scelto l’unica strada praticabile per affrontare determinati argomenti, come quello della prostituzione”.

Anche Stefano Bruno Galli (Maroni Presidente) ha motivato il voto favorevole del suo gruppo per la scelta dello strumento referendario, bollando la Merlin come “legge vecchia e mal scritta, che ha aumentato il fenomeno della prostituzione”.

La Commissione ha nominato Massimiliano Romeo (Lega Nord) anche come delegato a rappresentare il consiglio lombardo presso gli altri consigli regionali. Delegato supplente è stata nominata Elisabetta Fatuzzo (Pensionati). Il testo approvato richiede l’abrogazione integrale degli articoli 1,2,7,9-14 della legge Merlin e una abrogazione parziale dell’articolo 3.

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