iscrizionenewslettergif
Storia

Bergamo scomparsa: la Basilica Alessandrina

Le vicende di un edificio centrale per la storia della nostra città

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo scomparsa: la Basilica Alessandrina
Ecco dove sorgeva la Basilica Alessandrina

Nelle ultime nove puntate abbiamo descritto il centro cittadino così come si presentava in età comunale. Non ci è ovviamente possibile mostrare la città intera, ma non possiamo esimerci dall’esaminare almeno un altro edificio, non centrale sotto l’aspetto urbanistico ma fondamentale nella storia della città: la Basilica Alessandrina.

Nella nostra trattazione l’abbiamo già citata più volte. La chiesa era stata edificata probabilmente nel V secolo sulla tomba del santo, come era consuetudine nei primi tempi della cristianizzazione. “Basilica beatissimi Christi martyris Sancti Alexandri…ubi eius sanctum corpus requiescit” cita un documento del 774 a testimoniare la presenza dei resti mortali del santo come elemento ormai certificato da una lunga tradizione.

Originariamente l’edificio sacro si trovava fuori dalla cinta muraria, nel sito oggi indicato da una colonna posta all’esterno dell’attuale porta Sant’Alessandro là dove si dipartono via Borgo Canale e via Tre armi.

Esso ebbe nei primi secoli il ruolo di cattedrale. Vi trovarono sepoltura i primi vescovi Narno e Viatore e forse alcuni altri santi bergamaschi. Nelle immediate vicinanze era situato il palazzo vescovile. Nel luogo erano inoltre una seconda chiesa di minori dimensioni adibita al rito battesimale e intitolata a San Pietro, uno xenodochio, ricovero per pellegrini ed infermi, la casa del prevosto, una grande piazza e la canonica con gli ambienti necessari alla vita comunitaria.

Una realtà urbanistica complessa protetta da una fortificazione forse in parte connessa alle mura cittadine e talora considerata come parte integrante delle stesse. E’ probabilmente questo il motivo per cui la basilica viene indicata in certi documenti come interna e non più esterna alle mura.

Ma la costruzione sicuramente più notevole era una grande torre, la più imponente della città. A pianta quadrangolare, molto larga alla base, alta più di 35 metri era costruita con grandi massi di pietra. “Garantiva le possibilità difensive estreme e costituiva ultimo rifugio in caso di assalto nemico – afferma lo studioso Bruno Cassinelli -, poteva agevolmente ospitare per molti giorni la corte ecclesiastica al completo con gli arredi più preziosi. Nel secolo XI aveva sei campane ed era così alta che il loro suono poteva essere udito da tutta la città affinchè il popolo potesse convenire alle grandi cerimonie che avevano luogo nell’insigne Basilica”.

Si innalzava del tutto isolata al centro della cittadella, non adiacente al muro fortificato e distante dieci passi dalla chiesa. Ricordiamo che allora l’attuale Campanone non aveva ancora assunto le funzioni di torre civica.

Abbiamo già visto in un passato incontro che le fortificazioni non impedirono nell’anno 894 la conquista e il saccheggio della città da parte delle truppe tedesche. Gli assalitori erano penetrati attraverso il colle di San Vigilio.

La cittadella alessandrina fu quindi la prima struttura di grandi dimensioni che trovarono sulla loro avanzata. La Basilica “diruta et combusta remansit”, come si legge nel “Codex diplomaticus” del canonico settecentesco Mario Lupi. Borgo Canale fu per molto tempo spopolata. Solo dopo molti anni il vescovo Adalberto potè provvedere alla ricostruzione e la vita riprese nel borgo.

Vedremo nella prossima puntata il ruolo che la Basilica assunse nei secoli successivi ed esamineremo nei dettagli l’immagine che di essa ci è pervenuta.

Andreina Franco Loiri Locatelli

Leggi le altre puntate di Bergamo scomparsa
Bergamo scomparsa: la bibliografia

Bergamo scomparsa: l’olmo “notabile” di Città Alta

Uno scorcio di Città AltaIl nostro percorso nel centro cittadino in età comunale prosegue con la visita alla "platea ...

Bergamo scomparsa: com’era la Basilica Alessandrina

La Basilica AlessandrinaAbbiamo concluso la puntata precedente con la menzione dello spaventoso assalto che nell’anno 897 distrusse ...