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Politica

Maroni: la Regione potrebbe entrare negli aeroporti

Di Redazione5 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il governatore ipotizza l'ingresso diretto in Sea e un impegno per lo scalo di Montichiari

Maroni: la Regione potrebbe entrare negli aeroporti
Il presidente della Regione Roberto Maroni

MILANO — “Come Regione siamo interessati a creare il sistema aeroportuale lombardo”. Lo ha affermato quest’oggi il governatore lombardo Roberto Maroni aggiungendo che per realizzare questo sistema aeroportuale “servono due condizioni: la prima è relativa al fatto che il Tar di Brescia ha bocciato la concessione della gestione dello scalo di Brescia-Montichiari a Verona e quindi si riapre tutto il dibattito. La seconda condizione è la disponibilità manifestata dal Comune di Milano a far entrare la Regione nel capitale di Sea. Ci sono le condizioni e se si concluderà, come spero, questo negoziato perché la Regione entri da protagonista, allora si potrà lavorare al sistema aeroportuale lombardo”.

Il Nuovo Centrodestra plaude al palesato orientamento della Regione Lombardia per un impegno diretto nella gestione dell’aeroporto di Montichiari.

“Il presidente Maroni ha raccolto prontamente la sollecitazione del Nuovo Centrodestra a rendere la Regione protagonista nella gestione del sistema aeroportuale lombardo, integrandolo nel complesso delle reti infrastrutturali”: è il commento del capogruppo del Ncd in consiglio regionale, Mauro Paolini, alle dichiarazioni con cui il governatore ha annunciato le condizioni per dar vita ad una gestione integrata del sistema aeroportuale lombardo.

“Apprezziamo il merito e la tempestività della presa di posizione – dice Parolini – il sistema va governato valorizzando le specifiche vocazioni di ogni scalo, in particolare per quanto riguarda Montichiari vanno verificate le possibilità di una gestione diretta da parte della Regione”.

In ogni caso, secondo il capogruppo del Nuovo Centrodestra “l’aeroporto bresciano va riportato in un orizzonte lombardo, rendendo operativa una vocazione cargo, da troppo tempo enunciata e mai attuata dalla Catullo. Va valutato – conclude Parolini – anche il suolo di supporto per il traffico turistico”.

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