iscrizionenewslettergif
Esteri

Ucraina, mossa di strangolamento della Russia

Di Redazione4 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

La Gazprom fa saltare lo sconto sulle forniture a Kiev, gettando il paese nel baratro economico

Ucraina, mossa di strangolamento della Russia
Vladimir Putin

MOSCA, Russia — Come previsto nella nostra analisi, la Russia probabilmente non invaderà l’Ucraina, si terrà i porti della Crimea senza sparare un colpo e soprattutto, con una mossa economica a tenaglia, strangolerà Kiev.

E’ infatti notizia di oggi che, dopo aver ritirato le truppe in esercitazione sul confine ucraino, il Cremlino ha mostrato il proprio orientamento strategico, indirizzato più allo strangolamento dell’avversario che al confronto bellico vero e proprio, almeno per ora.

Non dimentichiamo che l’Ucraina è sull’orlo del default e per salvarla servirebbero 70 miliardi di dollari che nessuna potenza occidentale, nemmeno gli Stati Uniti, è in grado di fornire. Ecco perché, in una simile situazione, il Cremlino ha tralasciato per ora il ricorso alle armi e si è rivolto al ben più efficace versante economico.

E così dal prossimo aprile la Russia cancellerà lo sconto sul gas concesso a dicembre all’Ucraina che ha fatto scendere il prezzo del metano da circa 400 a 268,5 dollari per mille metri cubi. Lo ha fatto sapere l’amministratore di Gazprom Alexiei Miller.

Il gigante russo del gas ha poi proposto di concedere a Kiev due o tre miliardi di dollari per l’acquisto del gas, sottolineando che l’Ucraina deve alla Russia 1,53 miliardi di dollari per il metano e che ieri da Kiev hanno già fatto sapere di non essere in grado di pagare per intero il debito relativo al mese di febbraio.

Nel frattempo, per Putin, “non c’è la necessità di inviare truppe russe in Ucraina, anche se la possibilità rimane”. Ma “la Russia si riserva il diritto di ricorrere a tutti i mezzi per proteggere i russi in Ucraina”.

Bastone e carota, dunque, come negli anni Ottanta. Per chi ha vissuto il periodo, quel che è successo in Crimea e che probabilmente accadrà in Ucraina rispecchia in toto le mosse strategiche che il Cremlino attuò per l’invasione dell’Afghanistan del 1978. Non un intervento unilaterale, ma la richiesta di intervento da parte dell’allora governo guidato dal partito comunista afghano, autore di un sanguinoso colpo di Stato (supportato dai russi) contro l’allora premier Daud.

Nel dicembre del 1978, il nuovo governo afgano e l’Urss firmarono un trattato d’amicizia. I sovietici furono invitati a collaborare ai programmi governativi afghani, fino alla richiesta di intervento armato per sedare le rivolte. Questo, seppur con risvolti diversi, potrebbe ripetersi anche in Ucraina qualora il vacillante governo al potere fosse deposto da un colpo di Stato filo-russo.

Magari non con il ritorno di Viktor Ianukovich che secondo Putin “non ha avvenire politico pur essendo il legittimo capo di Stato in Ucraina”. Tuttavia le mosse che Mosca metterà in campo nelle prossime settimane saranno dettate da una visione strategica che l’Orso russo non ha mai cambiato. Ovvero quella dell’assoluta necessità di Stati cuscinetto – amici o sotto il diretto controllo – ai propri confini, frutto della dottrina militare russa dopo il trattato Ribbentrop-Molotov che diede il via alla Seconda guerra mondiale.

LEGGI ANCHE
Ucraina, il default e lo scacco matto di Putin

Ucraina: scontro Russia-Usa all’Onu

L'ambasciatore russo all'OnuWASHINGTON, Usa -- Sale la tensione diplomatica ma per il momento tacciono le armi. Gli ...

I russi lanciano missile intercontinentale

Un missile intercontinentale russo TopolWASHINGTON, Usa -- Nonostante le smentite, ha tutto il sapore della Guerra Fredda il test ...