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Esteri

Crimea, smentito ultimatum russo alle forze ucraine

Di Redazione3 marzo 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Nel pomeriggio si era diffusa la notizia della richiesta di resa immediata, poi smentita dal Cremlino

Crimea, smentito ultimatum russo alle forze ucraine
I soldati russi in Crimea

KIEV, Ucraina — Mentre gli Stati Uniti e la Russia si confrontano a muso duro in quella che è stata giudicata la peggior crisi diplomatica dalla fine della Guerra Fredda, la situazione in Ucraina è sull’orlo del baratro. Questo pomeriggio, riferiscono fonti giornalistiche, la Russia avrebbe diramato un ultimatum alle forze ucraine che ancora si trovano in Crimea. L’ordine è perentorio: arrendetevi. Ma l’ultimatum è stato poi smentito.

Gli Stati Uniti minacciano sanzioni per la Russia. Intanto, l’agenzia di stampa Interfax, citando un fonte del ministero della Difesa ucraino, ha riferito che la flotta russa del Mar Nero aveva dato tempo fino alle 5 di questo pomeriggio alle forze ucraine per lasciare i porti della Crimea pena l’assalto.

Successivamente, il ministero della Difesa ucraino ha negato di aver ricevuto ultimatum, sostenendo che ci sono stati solo alcuni atti di intimidazione da parte delle truppe russe.

Certo è che la situazione è delicatissima e la fuga di notizie fa parte della guerra psicologica fra i due Stati. Secondo un funzionario della flotta russa l’ipotesi di un ultimatum “è una completa assurdità”. Anche secondo quanto riporta la Bbc un portavoce del ministero della Difesa russo ha smentito la notizia parlando con il giornale russo “Vedomosti”.

La situazione militare sul campo è piuttosto chiara. La Russia ha il pieno controllo militare della Crimea, con l’appoggio della maggioranza della popolazione. Migliaia di soldati ucrani in Crimea, dopo essersi arresi, sono passati nelle file di Mosca.

Secondo alcune fonti, nelle ultime 24 ore sarebbero atterrati in Crimea 10 elicotteri da combattimento e 8 aerei da trasporto russi, senza che Kiev ne fosse informata, come prevede l’accordo bilaterale sulla flotta russa del Mar Nero.

Nel frattempo il Centro di intelligence militare della Marina ucraina a Sebastopoli è stato circondato della truppe russe. E così anche il centro approvvigionamenti militari di Bakhcisarai. I soldati ucraini si rifiutano però di deporre le armi.

Nel frattempo c’è grande attesa per il referendum che il governo autoproclamato della Crimea sottoporrà alla popolazione il prossimo 30 marzo. Secondo fonti autorevoli, si chiederà ai cittadini se vogliono la secessione dall’Ucraina.

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