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Bergamo

Processo tifo violento: niente associazione a delinquere

Di Redazione28 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'accusa più pesante è caduta. Daniele Belotti esce dall'inchiesta

Processo tifo violento: niente associazione a delinquere
Claudio "Bocia" Galimberti

BERGAMO — Il fatto non sussiste. Con questa formula il giudice Patrizia Ingrascì ha spazzato via l’accusa più pesante presente nelle carte dell’inchiesta sul tifo violento a Bergamo portata avanti dal pubblico ministero Carmen Pugliese.

Pertanto, il successivo processo ai 150 ultras che compaiono nelle carte dell’inchiesta riguarderà solo episodi riguardanti lo stadio.

Pertanto Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega ed ex consigliere regionale, esce dall’inchiesta in quanto indagato solo per concorso esterno in associazione a delinquere. Caduta l’accusa anche per altri sette tifosi, fra cui Claudio Bocia Galimberti che durante l’udienza di questa mattina ha fatto dichiarazione spontanee, mostrando l’altra faccia della curva.

Quella ritratta anche in un video realizzato dalla bresciana Milva Cerveni e che presenta l’operato dei supporters nerazzurri in campo associazionistico con “Gli amici della Pediatria” e “l’Aquila Rugby”. Il filmato è stato acquisito agli atti come richiesto dalla difesa.

L’accusa tuttavia non molla. Il pubblico ministero Carmen Pugliese, titolare dell’inchiesta, attenderà le motivazioni della sentenza, e probabilmente la impugnerà.

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