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Politica

Dalmine, intervista al candidato Orlando

Di Redazione19 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dalmine, intervista al candidato Orlando
Vincenzo Orlando

DALMINE — Abbiamo intervistato il candidato di Progetto Civico di Dalmine Vincenzo Orlando che spiega le ragioni della sue scelte politiche.

Orlando, si candida oggi per “Progetto Civico” dopo 5 anni di opposizione. Era stato eletto con l’Idv. Perché la rottura?
Vorrei precisare che non sono più da tempo nell’IdV, ritengo che purtroppo abbia tradito l’aspettativa di molti, compresa la mia, di rappresentare la necessità di legalità. Per quanto riguarda il PD dalminese, in questi anni, mi sono reso conto che le posizioni di conservazione rispetto alle loro scelte del passato sono ancora tutte lì, quando invece i cittadini bocciandoci nel 2009 avevano chiesto di cambiare rotta; queste posizioni non si conciliano con la mia volontà di determinare un cambiamento nell’amministrazione della città.

Dice di essere differente per metodo e contenuti. La sua posizione, a prima vista, è molto simile al Movimento 5 Stelle. Nessuna alleanza però?
Se si intende attribuire al Movimento 5 stelle i valori di trasparenza, partecipazione e cambiamento, guardando ai fatti, possiamo dire che noi del “Progetto civico” siamo ben oltre. Chi a Dalmine ha tenuto riunioni aperte, in carne e ossa e riportate anche sul web, per la costruzione del programma e per amalgamare e selezionare attorno a questi argomenti un gruppo di persone per l’amministrazione? Solo noi. Ovvio che per proporre credibilmente un cambiamento bisogna avere persone nuove e chiedere a chi ha già dato in passato di fare spazio. Non è l’alleanza lo strumento con il quale intendiamo crescere, ma facendo conoscere il progetto ed i suoi contenuti, lasciandolo aperto alle persone che si convincono della sua bontà. Il grande entusiasmo che ci circonda mi pare stia premiando questa scelta.

Passando ai contenuti: tre proposte che possano cambiare Dalmine…
Il blocco di nuove edificazioni dove il Comune non ha già firmato convenzioni di lottizzazione. Stiamo parlando quindi delle fasce esterne, destinate principalmente a commercio e produttivo di cui non c’è bisogno, ma anche di grandi urbanizzazioni residenziali sulle aree di completamento interne, anche in questo caso inutili e che pongono seri problemi sui servizi a causa della crescita della popolazione. Prediligeremo invece le piccole ristrutturazioni e gli ampliamenti, la riqualificazione degli edifici datati o in disuso. Su questo punto in particolare le amministrazioni del passato non sono credibili, perché non hanno mai veramente agito nonostante le ripetute promesse.

La seconda…
Per il benessere della persona nel tessuto sociale, impegneremo il Comune affinché possa dare una fattivo supporto alle associazioni, interpretando pienamente il principio di sussidiarietà rispetto al campo specifico nel quale le associazioni sono impegnate, dando invece una mano negli aspetti marginali, ma che spesso determinano o meno il successo di iniziative che sono comunque valide; quindi ad esempio organizzazione, promozione, comunicazione, spazi ed eventi. Il nostro impegno sarà massimo affinché i cittadini si possano sentire il più possibile parte di una comunità, all’interno della quale sentirsi ascoltati protetti e sicuri.

La terza?
Avremo grande attenzione a tutti gli aspetti che sappiamo essere di prioritario interesse per i cittadini: il contrasto gli inquinamenti, avendo sempre sotto controllo le leggi per farle rispettare, la sicurezza del cittadino dentro e fuori casa attraverso nuove energie della polizia locale, sgravata ove possibile da mansioni amministrative; il sostegno al tessuto economico e produttivo ad esempio verso i negozi di vicinato per invertire la tendenza che vede svuotare i centri. Daremo spazio alla partecipazione ed alla visione culturale per preparare ogni aspetto di trasformazione della città, oltre a fare un determinante utilizzo delle nuove tecnologie, ma in ottica di semplificazione, per rendere più efficienti le mansioni svolte dal comune e per rendere dalmine una città intelligente.

Edilizia, come giudica l’operato dell’attuale amministrazione?
Male perché, dopo aver detto che Dalmine non si sarebbe ampliata, hanno dato il via a nuove importanti edificazioni.

Mobilità: Dalmine pare al collasso…
Abbiamo quasi completato un importante lavoro su questo, per sviluppare una mobilità leggera, in bici, con i mezzi pubblici ed a piedi, unita ad una viabilità scorrevole delle auto. Il tutto però in sicurezza e nel rispetto dei diritti dei pedoni e dei ciclisti. Per fare questo agiremo capillarmente, ma in economia, sulle direttrici di entrata ed uscita dalla città, per rimuovere gli inutili intralci alla circolazione, per rendere armonico e non frammentato il sistema delle ciclabili, per garantire i pedoni nei loro diritti.

E poi?
Stiamo anche pensando, come hanno fatto altri comuni, ad una ZTL, ad esclusione della 525, per il solo traffico di passaggio, quindi non per chi a Dalmine viene o risiede. Ci opporremo alla inutile costruzione dell’autostrada tra il Centro torri e Osio Sotto calata su Dalmine. Di tutto questo parleremo il 13 marzo nella serata organizzata da Nostradalmine.

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