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Politica

Gori, Ghisalberti, Ongaro: il confronto (video)

Di Redazione17 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ecco caratteristiche e peculiarità degli sfidanti alle primarie del centrosinistra di Bergamo

Gori, Ghisalberti, Ongaro: il confronto (video)
Da sinistra, Giorgio Gori, Franco Cattaneo, Nadia Ghisalberti e Luciano Ongaro

BERGAMO — Se fossi di sinistra non avrei dubbi: voterei per Luciano Ongaro. Se invece cercassi un amministratore competente, la scelta cadrebbe su Nadia Ghisalberti. Se, infine, guardassi alla visione complessiva di città e del suo futuro sceglierei Giorgio Gori.

Sono tre candidati completamente diversi quelli che sabato mattina si sono presentati sul palco dell’auditorium di Bergamo per il secondo confronto in vista delle primarie di domenica 23 febbraio che decideranno il candidato sindaco del centrosinistra.

A moderare l’incontro, il vicedirettore de L’Eco di Bergamo Franco Cattaneo. In platea volti noti, e per certi versi storici, del centrosinistra bergamasco. Dall’ex assessore Dario Guerini, a Paolo Crivelli, passando per Simone Paganoni e Sergio Gandi, Antonio Misiani e Claudio Bonfanti. Auditorium pieno per metà circa, problemi di audio non indifferenti e un confronto che alla fine si è allungato oltre misura (3 ore), mettendo a dura prova anche gli stakonovisti del dibattito.

Spunti interessanti ne sono emersi, eccome. Per questo Bergamosera pubblicherà un’ampia sintesi video, divisa per argomenti, a puntate quotidiane, a partire da lunedì pomeriggio.

CLICCA QUI E GUARDA LA PRIMA PUNTATA DEL CONFRONTO SU BERGAMOSERAHD.

Quanto ai candidati, Ongaro (avvocato, residente a Bergamo Alta) ha parlato della sua concezione di città e ha spiegato perché vorrebbe Bergamo città d’arte. Secondo l’esponente di Sel occorre ripensare il modo di amministrare, infrangere gli schemi e puntare molto sulla cultura. Con un Comune protagonista dei cambiamenti e promotore di iniziative anche in campo economico e una cultura capace di creare posti di lavoro. Belle idee, qualcuna realizzabile, altre più prossime all’utopia.

La Ghisalberti viene dal “civismo” ed è esponente del “Patto Civico”. Insegnante, moglie dello scienziato Remuzzi e residente a Fontana, ha bene imparato i meccanismi dell’amministrazione sedendo in consiglio comunale durante gli ultimi anni accanto all’ex sindaco Roberto Bruni. Puntuale, precisa, puntugliosa, è parsa quella che conosce meglio la macchina comunale. Il suo approccio ai problemi e alla ricerca di soluzioni è parso orientato al pragmatismo, pur condito dagli ideali cari a tutte le generazioni di sinistra.

E infine Giorgio Gori, ex direttore di Canale 5, (ri)fulminato sulla via di Damasco dalla politica e piombato nel Pd sull’onda innovatrice di Matteo Renzi. Gori è l’archetipo del moderno riformismo di centrosinistra. E’ parso quello con la visione più aperta e orientata al di fuori delle Mura Venete, sulle quali peraltro abita.

Ha mostrato una competenza non indifferente, per certi versi inattesa. Ha decisamente studiato, il candidato. Gli ultimi due anni passati ad organizzare incontri, vedere persone diverse, confrontarsi con tutto e tutti, gli hanno fatto un gran bene. Il suo è un approccio molto aperto ai problemi della città. Le soluzioni proposte sono accattivanti, non solo per la sinistra, le idee pure. Anche se da lì a metterle in campo (vedi riforma della macchina comunale) ce ne passa.

Che dire, messi insieme i tre candidati farebbero una squadra formidabile. Ma la collaborazione, come noto, non è una delle prerogative della sinistra italiana (dal nazionale in giù).

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