iscrizionenewslettergif
Advisor

I parametri per valutare la ripresa

Di Filippo Quarti14 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Proviamo oggi ad identificare i fattori che dovrebbero guidare l’espansione economica

I parametri per valutare la ripresa
Analisi dei risultati di Borsa

Proviamo oggi ad identificare i fattori che dovrebbero guidare l’espansione economica:
a) Domanda dei DM: si tratta di uno degli aspetti che potrebbe maggiormente incidere sulla crescita. Negli Stati Uniti e in Giappone questo fattore potrebbe essere la chiave che guiderà la performance, mentre le condizioni sul mercato del credito e l’inattività della BCE potrebbero limitare le potenzialità di crescita in Europa;
b) Ripresa della Capex: la mancata spesa per investimenti è stata uno degli elementi frenanti per la crescita. La combinazione di aspettative di crescita per il prossimo anno e aumento dei margini di profitto dovrebbe permettere lo sblocco degli investimenti aziendali;
c) Inflazione dei salari e produttività: nei Paesi con crescita sopra la media è probabile che si assisterà ad un aumento dei salari. Sarà valutare tale variazione in rapporto alle variazioni nella produttività: fintanto che l’aumento dei salari non sarà al di sopra dell’aumento di produttività almeno del 2%, non ci si dovrà preoccupare.

Se lo scorso anno la domanda sembra essersi stabilizzata, ci sono alcune preoccupazioni che riguardano il lato dell’offerta aggregata: il tasso di utilizzo della capacità produttiva, già su livelli depressi, ha continuato a diminuire negli ultimi due anni. In particolare, se la storia recente delle economie sviluppate ci ha abituato a queste dinamiche, la questione diventa più sconcertante quando si guarda ai mercati emergenti. In quest’ultimo caso, però, un output gap vicino allo zero potrebbe anche significare un semplice ribilanciamento a seguito della rapida crescita conosciuta da questo aggregato negli ultimi dieci anni. Negli ultimi tempi stanno cominciando a prendere piede alcune correnti di pensiero che, almeno in parte, riconoscerebbero nella debolezza della domanda aggregata una delle fonti di deterioramento dell’offerta, disincentivando le aziende ad investire. Ed è qui che si colloca l’azione delle banche centrali. Generalmente sarebbero i governi a dover intervenire con politiche e riforme in grado di risollevare la situazione, ma l’elevato livello di indebitamento e la frammentazione politica riducono lo spazio di manovra: il peso dell’intervento ricade quindi sulle banche centrali. Tuttavia, un intervento delle autorità monetarie finalizzato a miglioramenti sul lato dell’offerta generalmente comporta dei costi legati all’aumento dell’inflazione e dell’inflazione attesa, oltre che a rischi in merito alla stabilità dei mercati finanziari.

A questo proposito, la Fed sta cercando di guidare le aspettative degli investitori ancorandole all’andamento macroeconomico (e in particolare al tasso di disoccupazione), esplicitando una soglia al di sopra della quale non modificherà in modo sostanziale i propri indirizzi di politica monetaria. La Bank of Japan sta invece effettuando un esperimento di politica monetaria su questo fronte, provando a supportare la crescita tramite l’aumento delle aspettative di inflazione, avendo aumentato la propria soglia-obiettivo. Non è da escludere a questo punto che l’autorità monetaria aumenti il proprio QE sui governativi giapponesi nel corso del 2014 e che contemporaneamente abbassi le proprie guidance sull’inflazione attesa per il 2015. In questo modo l’obiettivo dovrebbe essere quello di sostenere la crescita mediante l’aumento dei prezzi degli asset.

Per quanto riguarda la BCE, eccezion fatta per il taglio dei tassi a novembre, è stato l’istituto più inattivo fra le maggiori banche centrali: sebbene ultimamente abbia cominciato ad applicare la politica delle forward guidance, non sembra aver apportato modifiche alla propria funzione di reazione, pur avendo affermato che politiche monetarie più aggressive saranno implementate solo qualora si assistesse a una sorpresa negativa sul lato dell’inflazione. La BCE si differenzia dalle altre banche centrali poiché sembra voler lasciare in mano ai governi (con le annesse riforme strutturali) il pallino sulla questione del deterioramento dell’offerta.

In generale ci attendiamo che, con l’accelerazione della crescita, aumentino sia l’attività manifatturiera sia le esportazioni, coadiuvate dall’effetto ricchezza dovuto alla performance dei mercati azionari nel corso del 2013: di conseguenza dovrebbe aumentare la quantità di riserve valutarie dei singoli Paesi. Tali miglioramenti dovrebbero riverberarsi sugli utili aziendali, supportando la business confidence e imprimendo un’accelerazione nella la spesa per capitale che, come visto, potrebbe essere incoraggiata da un aumento della domanda. Nonostante la probabile crescita del PIL, i livelli di attività potrebbero comunque rimanere piuttosto bassi rispetto al loro potenziale: per questo motivo è possibile che l’inflazione rimanga contenuta a livello globale, anche se ovviamente non si esclude possa crescere significativamente in alcune regioni del mondo.

Per leggere gratuitamente l'analisi completa dei mercati finanziari, compila il form sottostante.

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Recapito

Il documento è redatto al solo scopo informativo e non è diretto né costituisce in alcun modo una sollecitazione al pubblico risparmio o un incoraggiamento ad alcuna forma di investimento o speculazione. Chiunque ne faccia uso diverso da quello per cui è stato pensato se ne assume piena responsabilità.

Acconsento al trattamento per l'invio dell'analisi in oggetto.

Acconsento alla cessione dei dati esclusivamente a Sofia SGR per le finalità visibili attraverso l'advertising presente nella pagina.

Ripresa: la spinta anti-europea potrebbe pesare

Operatori di BorsaI livelli del debito mondiale sono ancora elevati, ma ci sono differenze nei trend postcrisi di ...

Ecco le fonti di rischio per la ripresa

Fonti di rischio per la ripresa globaleFatta la panoramica, nelle uscite precedenti, delle principali tematiche e dei meccanismi macroeconomici, cerchiamo di ...