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Cai: convegno sull’alpinismo giovanile al Palamonti

Di Redazione13 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cai: convegno sull’alpinismo giovanile al Palamonti
Convegno sull'alpinismo giovanile al Palamonti di Bergamo

BERGAMO — Capire i bisogni e le aspettative dei bambini e degli adolescenti di oggi, per calibrare i programmi di Alpinismo giovanile delle sezioni del Club alpino italiano in modo che siano in grado di adeguarsi ai cambiamenti della società e dei giovani di oggi.

Questo è il primo obiettivo del convegno degli Accompagnatori nazionali di alpinismo giovanile del Club alpino italiano, che la Commissione centrale di alpinismo giovanile del Cai ha organizzato sabato 15 febbraio alle ore 9.30 presso il Palamonti di Bergamo (via Pizzo della Presolana, 15). Parteciperanno decine di accompagnatori provenienti da tutta Italia.

I corsi di alpinismo giovanile, organizzati dalle sezioni del Cai di tutte le regioni italiane, hanno l’obiettivo di avvicinare bambini e ragazzi dagli otto ai diciassette anni al mondo della montagna, attraverso l’organizzazione di escursioni a piedi, in mountain bike, in grotta e con le ciaspole (nella stagione invernale), oltre a momenti dedicati all’arrampicata, sia in pareti artificiali indoor che in spazi naturali all’aperto appositamente attrezzati.

Attraverso queste attività il Cai intende insegnare ai ragazzi a frequentare la montagna in maniera consapevole e responsabile, nel rispetto dell’ambiente, della fauna e dei suoi abitanti.
Nel 2013 sono stati 11.685 i giovanissimi che hanno partecipato alle attività giovanili del sodalizio in tutta Italia, mentre sono stati coinvolti nei progetti Cai con le scuole 40.764 alunni e 2.727 insegnanti.

L’incontro – che sarà anche il primo momento ufficiale della nuova Commissione centrale alpinismo giovanile appena eletta – vuole affrontare in primo luogo la possibilità di istituire un osservatorio per analizzare sociologicamente il cambiamento di interessi e obiettivi delle generazioni di giovani nati dagli anni Ottanta agli anni Duemila.

La volontà della Commissione è infatti quella di capire quale aiuto può dare il Cai, con le proprie attività, per diffondere tra i giovani di oggi importanti valori, come la solidarietà, l’unione e le relazioni con gli altri, che consentano loro di affrontare le sfide future.

Dall’altro lato la Commissione intende capire quanti ragazzi, una volta superata l’età per frequentare i corsi di alpinismo giovanile, continuano a rimanere nel mondo Cai.

Il messaggio che vuole mandare il Cai è che la montagna è per molti aspetti maestra di vita, le sfide che bisogna affrontare in questo ambiente si trasformano in insegnamenti dal valore profondo: “La montagna stimola la solidarietà e la complicità dando un valore aggiunto alle relazioni tra uomini in tempi in cui l’individualismo spinto all’eccesso, l’isolamento sociale e la sfiducia in sé stessi e nei propri obiettivi pongono seri ostacoli alla collocazione dei giovani nella società”, dichiara Paolo Monferdini, neo Presidente della Commissione AG.

L’incontro sarà condotto da Carlo Plaino, psicologo clinico e pscoterapeuta ad indirizzo cognitivo e comportamentale, che ha più volte collaborato con il Cai.

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