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Valseriana

Il ministero taglia l’inglese ai bimbi, ma Songavazzo dice no

Di Redazione11 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il vicesindaco del paese Savoldelli denuncia una decisione che mette a rischio il futuro delle giovani generazioni

Il ministero taglia l’inglese ai bimbi, ma Songavazzo dice no
Il municipio e la chiesa di Songavazzo

SONGAVAZZO — Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Stefano Savoldelli, vicesindaco e assessore all’Istruzione di Songavazzo, in Valseriana. A causa della mancanza di fondi la scuola dell’infanzia, faticosamente creata cinque anni fa, non avrà più l’insegnamento dell’inglese. Ma il paese non si arrende.

“Cinque anni fa, nel 2009, mi venne affidato il compito di risollevare le sorti della locale scuola dell’infanzia. All’epoca, l’istituto contava 37 iscritti e, purtroppo, veniva da cinque anni di consecutiva perdita delle presenze: avessimo perso ancora qualche iscritto, ci saremmo visti costretti a chiudere una delle due sezioni di cui si componeva la scuola. Non potevamo permettercelo. Da allora, con l’aiuto a dir poco prezioso di collaboratori, ho intrapreso un percorso faticoso che ha portato la scuola a beneficiare di cinque anni di consecutiva crescita degli iscritti, ed a vantare, ad oggi, ben 51 presenze, record di sempre nella storia dell’istituto e massimo numero di presenze possibile.

Non solo: ad oggi la scuola è considerata, tra le molte di zona, quella con la miglior offerta educativa e formativa. Stiamo parlando, ci tengo a precisarlo, di una scuola pubblica. Siamo orgogliosi di quel che abbiamo ottenuto: i pediatri, qui in valle, consigliano ai genitori la frequentazione del nostro istituto.

Ebbene, oggi pomeriggio, a scuola, ai genitori degli alunni è stato consegnato, a mani, il documento che trovate allegato. Senza che il sottoscritto, il nostro comune, i genitori e le maestre fossero mai stati avvisati, il dirigente scolastico, prof. Belingheri (che, tengo a precisare, affonta il proprio ruolo con grande professionalità e competenza) ha comunicato l’interruzione forzata e imprevista dell’insegnamento della lingua inglese per gli alunni (5/6 anni di età) che frequentano l’ultimo anno.

Il motivo? Lo comunica lo stesso Belingheri nella missiva: ‘Il taglio elevato e imprevisto, comunicato solo in questi giorni, operato dal ministero sulle risorse Fis (Fondo Istituto Scolastico) che costringe anche il nostro istituto a sospendere tutti i progetti previsti per il secondo quadrimestre’. Commenta Belingheri: ‘Fatto abbastanza increscioso, sinora mai accaduto’.

Eccoli, dunque, con tutto il loro carico di sguaiata vergogna, i risultati di anni di inarrestabile ladrocinio e ruberie a tutti i livelli delle nostre istituzioni: il venir meno, per i bimbi, i soggetti più deboli e senza voce della nostra società, dell’inalienabile diritto all’istruzione. E fa impressione che a venir meno sia la possibilità, per i bimbi, di studiare, divertendosi, proprio la lingua straniera, quello strumento necessario ed indispensabile perché loro possano aprirsi al mondo, avere un futuro, parlare con chiunque e capire chiunque. Il futuro.

Ed invece no: l’ignominia del sistema Italia è tale per cui inalienabili diritti dei più fragili possono venir menomati persino senza preavviso, con un comunicato consegnato a mani, sul quale, in alto a destra, viene persino indicato il nome del singolo bimbo cui la missiva deve essere consegnata (e che nella versione allegata mi son premurato di cancellare). Nemmeno i bimbi fossero stati marchiati.

Credetemi, non son mai stato tanto indignato. Chiedo un favore a chi ha avuto la pazienza di leggermi sino in fondo: quello di condividere questo post e diffonderne il contenuto, così da innalzare, sino a renderlo assordante, il lamento innocente dei nostri bimbi. E credetemi: vi ho scritto con il cuore, pensando a mio nipote che, oggi pomeriggio, è rincasato tristissimo, stringendo la missiva tra le mani, e rivolgendomi queste parole: ‘Zio, non ci fanno più studiare l’inglese. Perché? Era così bello!’.

Le parole ed i pensieri di Matteo, ne son certo, son le parole ed i pensieri di tutti gli altri bimbi del nostro istituto, così come di tutti gli altri bimbi che in Italia hanno già subito o subiranno torti simili. Non possiamo permettere che questo accada. Non arrendiamoci, davvero: sarebbe la fine. Condividetemi. Grazie di cuore.

Stefano Savoldelli
vicesindaco di Songavazzo

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