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Politica

Sfida Tentorio-Gori: ecco punti di forza e debolezza

Di Redazione10 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Bacino elettorale, plus e minus dei due sfidanti alla corsa per Palafrizzoni. Sempre che non ci siano sorprese

Sfida Tentorio-Gori: ecco punti di forza e debolezza
Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

BERGAMO — Con l’annuncio della ricandidatura a sindaco di Bergamo di Franco Tentorio è partita ufficialmente la sfida per le amministrative 2014. Analizziamo da vicino i due principali sfidanti a Palazzo Frizzoni.

Superate le ultime incertezze, l’attuale primo cittadino si prepara ad affrontare la battaglia più difficile, in uno scenario abbastanza complesso. Non è più lo sfidante ma il sindaco uscente e la fiducia che gli era stata accordata dagli elettori alla scorsa consultazione è già stata tradotta in azioni in questi anni. Buone o cattive, tante o poche è materia opinabile.

IL BACINO DI VOTI DI TENTORIO – Tentorio, titolare di un affermato studio di commercialista in città, può godere di ampia credibilità fra le categorie professionali e il mondo degli affari che a Bergamo conta non poco. Anche se l’azione politica della sua amministrazione non è stata efficace quanto previsto. Complice la crisi, delle grandi opere messe in programma non ne è stata realizzata alcuna. Inoltre, l’amministrazione ha navigato a vista rimanendo vittima del progressivo deterioramento delle condizioni economico sociali. Con il risultato che la città è oggettivamente più brutta, per aspetto e modi, di quanto lo fosse 5 anni fa. Basta un giro nei quartieri per rendersene conto. Tentorio, però, dal canto suo è una sicurezza: capacità amministrativa, sobrietà, scelte ponderate, in grado di galleggiare anche nelle difficoltà.

A CHI SI RIVOLGE GIORGIO GORI – Tutt’altro approccio quello di Gori, papabile sfidante, sempre che dalle primarie del centrosinistra non esca qualche sorpresa. L’ex direttore di Canale 5 ha dalla sua quella di essere un “uomo nuovo” della politica, anche se gode di contatti importanti e molto ben radicati nell’attuale establishment e nei gangli del potere bergamasco. Proprio questo che, per certi versi, parrebbe un vantaggio, alla fine potrebbe penalizzarne l’appetibilità elettorale. Essere ben visto da mondi economici che hanno tutto l’interesse a conservare la propria influenza in Bergamasca e magari espanderla fuori provincia, potrebbe mettere un freno alla spinta innovatrice professata dal candidato, tanto da renderne l’azione politica conservatrice quanto quella di Tentorio, almeno all’interno della Mura.

In secondo luogo, Gori ha un problema: se stesso. Ricco, alto borghese, affermato, un vip come si suol dire, è percepito come distante anni luce dell’elettorato popolare al quale si rivolge e che vorrebbe rappresentare. Per riconquistare terreno dovrà parlare molto di idee (concrete) e poco di mondanità. L’effetto “fascinazione” potrebbe portargli consenso, più facile che gli alieni la simpatia e i voti della sinistra reale.

LE QUESTIONI POLITICHE – E qui arrivano le questioni politiche. I sondaggi indicano che il distacco fra i due sfidanti ha una forbice inferiore ai 5 punti. Entrambi i candidati, Tentorio e Gori, però devono fare i conti con i loro alleati o presunti tali. In questo momento nessuno dei due ha il sostegno totale della coalizione che andrebbe a guidare e non sono da escludere colpi di scena.

IL MOVIMENTO 5 STELLE – A fare la differenza, alla fine, sarà l’elettorato mobile. Quello che da destra potrebbe scegliere Gori e da sinistra decidere di non votarlo. Ma soprattutto, determinante sarà il risultato al primo turno del Movimento 5 Stelle, attualmente vero grimaldello anti-sistema.

A Bergamo, i grillini puntano a superare il 10 per cento dei consensi. Il candidato sindaco Marcello Zenoni ha detto in un’intervista a Bergamosera che il M5S non farà alleanze al ballottaggio e non ci saranno accordi con il Pd o il centrosinistra. E’ un dato fondamentale, qualora fosse applicato. Significa che al secondo turno Gori potrà contare solo sul supporto del Psi (candidato De Lucia) e poco altro per incrementare il suo consenso. Tentorio dal canto suo, potrebbe beneficiare dell’effetto trascinamento della campagna di Berlusconi alle Europee.

Dunque, determinante per capire chi alla fine diventerà il nuovo sindaco, sarà valutare l’effettiva forza dei due candidati al primo turno. Perché la proverbiale capacità della sinistra di portare i suoi elettori al voto, stavolta potrebbe essere vanificata da un candidato che non piace a tutti. Sul fronte opposto Tentorio ha lo stesso problema: riportare gli elettori di centrodestra – tradizionalmente poco inclini a votare per due volte consecutive in 15 giorni -, alle urne. Lo potrà fare solo suscitando emotività e partecipazione nell’elettorato. Cosa che non gli è riuscita troppo bene negli ultimi anni.

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