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Politica

Napolitano contattò Monti nell’estate 2011

Di Redazione10 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ben prima che il governo Berlusconi entrasse in crisi. Forza Italia insorge

Napolitano contattò Monti nell’estate 2011
Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

ROMA — Bufera politica dopo le rivelazioni del giornalista Alan Friedman sul ruolo giocato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella crisi del governo Berlusconi.

Secondo quanto rivelato, Napolitano contattò Monti per sondare il terreno per un eventuale cambio di governo nell’estate del 2011, quando l’Italia il governo Berlusconi era ben lungi dalla crisi che lo defenestrò.

Le rivelazioni destano “forti dubbi sul modo di intendere l’altissima funzione di Presidente della Repubblica da parte di Napolitano”: così i capigruppo di FI di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, che chiedono “urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni”.

A destare scalpore è un passaggio del libro del giornalista, “Ammazziamo il gattopardo”, riportato dal Corriere della Sera. “Io posso testimoniare – dice nell’estratto Carlo De Benedetti – che Mario Monti è stato mio ospite ad agosto 2011 a St. Moritz e abbiamo parlato del fatto se a lui sarebbe convenuto accettare la proposta… e qual era il momento per farlo. Questo è successo ad agosto”.

Seguono dichiarazioni contrariate. “Dalle testimonianze fornite da Alan Friedman emerge in maniera direi inquietante che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, andando ben al di là delle sue prerogative costituzionali, non fu arbitro imparziale ma giocatore attivo per far cadere il governo Berlusconi democraticamente eletto e sostituirlo con uno ‘tecnico’ guidato da Mario Monti”, afferma Licia Ronzulli, portavoce della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo.

Il senatore Augusto Minzolini, dal canto suo, apre poi al Movimento 5 Stelle offrendo ai pentastellati una ‘sponda’ sul cosiddetto impeachment. “Di fronte a queste nuove rivelazioni – dice – andrà valutata sempre con maggiore attenzione – non fosse altro come occasione per ricostruire quei mesi e gettare una luce di verità sulla Storia del nostro Paese – la procedura di impeachment nei confronti del presidente Napolitano promossa da altri gruppi politici in Parlamento”.

A confermare la ricostruzione di Friedman è d’altra parte lo stesso Mario Monti. “Nell’estate del 2011 – dichiara – ho avuto dal presidente della Repubblica dei segnali: mi aveva fatto capire che che in caso di necessità dovevo essere disponibile”. L’ex premier però difende l’operato del Colle. “E’ assurdo che che venga considerato anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri di capire se ci sia un’alternativa se si dovesse porre un problema”.

La versione è confermata nell’intervista dalla parole dell’uomo che non ti aspetti: Carlo De Benedetti. E la chiave politica della vicenda sta tutta qui. Cercare di forzare la mano al presidente della Repubblica per mettere fine il prima possibile al governo Letta e spianare la strada a Matteo Renzi.

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