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Editoriali

L’unica via di salvezza è uscire dall’euro

Di Redazione10 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L’unica via di salvezza è uscire dall’euro
Euro

Questo è un Paese strano. L’Italia intendo. Un Paese nel quale nessuno studia, nessuno ascolta, e tutti, soprattutto chi governa, sono convinti di sapere tutto.

Un Paese nel quale il familismo amorale e una infinita teoria di lacché confortano nelle più assurde decisioni una classe politica che, uscita dal dopo tangentopoli, pare sempre più trofiamente innamorata delle proprie posizioni ed idee che disponibile a confrontarsi con i fatti, anche quando accadono.

Il che la porta a negare l’evidenza generando danni ancora peggiori di quelli che esistevano prima che loro, graziosamente, se ne occupassero.

Sull’Euro e suoi danni credo di non essermi risparmiato. Anche su queste colonne. Scatenando ogni volta le ire di economisti di parte, keynesiani o monetaristi non importa.

Io preferisco la logica contadina del buonsenso di fronte all’evidenza dei fatti. E penso che se molti studiosi di fama internazionale e premi Nobel, da prima che lo introducessimo, sostengono o hanno sostenuto, che l’Euro così come lo abbiamo fatto sia un grosso errore, mi accontento, di fronte al disastro che stiamo vivendo, di pensare che se a una teoria seguono i fatti, forse chi l’ha formulata abbia più ragione di chi afferma il contrario.

E’ un poco come avere della gente che per ragioni politiche mi afferma che i fiumi scorrono dal mare verso i monti e degli esperti che mi dicono il contrario. Quando guardo il fiume magari una idea me la faccio anche io.

Con l’adesione all’Euro e i suoi effetti è lo stesso. Nel 1999 Robert Mundell ha vinto il premio Nobel per la sua teoria, del 1961, sulle aree valutarie ottimali. Secondo quella teoria, non altre, in un sistema come quello dell’Euro, con le condizioni che ci sono in Italia, non potendo svalutare, l’unica possibilità è quella di distruggere i salari per ridurre il costo del lavoro (magari ne parliamo prossimamente).

Con un piccolo problema aggiuntivo: distruggere i salari implica che il gettito fiscale si riduca e con uno Stato che costa sempre di più questo significa alzare le tasse. Alzare le tasse distrugge, tra le altre cose, anche i consumi e quindi la “domanda interna”. Esiste una soluzione?

Certo. Uscire dall’Euro. E’ una scelta difficile, soprattutto per i nostri assistenti universitari al Governo. Ma tra l’orgoglio dei nostri comunisti al Governo e di chi li ha preceduti, e il bene del Paese io non ho dubbi. Mi stupisce che ci sia qualcuno, intellettualmente onesto, che li ha ancora.

Carlo Scotti Foglieni

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