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Esteri

Marò, governo indiano: no alla pena di morte

Di Redazione5 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marò, governo indiano: no alla pena di morte
I due marò italiani al tribunale indiano

NUOVA DELHI, India — Una buona notizia nell’intricata vicenda dei due marò italiani detenuti nelle carceri indiane in attesa di giudizio. Dopo le forti pressioni internazionali, il ministero dell’Interno indiano è d’accordo che per il caso non sia invocata la pena di morte.

Il governo indiano chiede comunque che venga utilizzata la legge antipirateria (Sua Act) che la prevede. Ora la questione passa al procuratore generale Vahanvati, che dovrà quindi riuscire a risolvere tale discordanza.

L’Ue ha ancora “serie preoccupazioni” sulla vicenda dei due marò: “La questione rischia di avere un impatto negativo sugli sforzi profusi dall’Ue e a livello mondiale nella lotta contro la pirateria”. Lo scrive l’Alto rappresentante Esteri dell’Ue Catherine Ashton a Gianni Pittella e Roberta Angelilli, vicepresidenti del Parlamento Ue.

“Continuerò ad avvalermi di tutti i canali diplomatici a disposizione per esercitare una pressione costante sui miei interlocutori indiani al fine di pervenire ad una soluzione reciprocamente soddisfacente”, scrive l’Alto rappresentante Affari esteri dell’Ue.

Nel frattempo il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino oggi è in visita in Libano e Gibuti, mentre il presidente del senato Grasso è invece in Marocco.

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