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Retroscena

Forza Italia Bergamo, tempesta sul quadriumvirato

Di Redazione3 febbraio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Acque agitate nel partito. Quattro gruppi lamentano l'isolamento e la mancata condivisione delle decisioni

Forza Italia Bergamo, tempesta sul quadriumvirato
Col microfono, Gregorio Fontana

BERGAMO — Tira aria di tempesta dentro Forza Italia. A pochi mesi dalla presentazione del quadriumvirato (Fontana-Piccinelli-Sorte e Pagnoncelli) che avrebbe dovuto reggere unitariamente il partito, il gioco di squadra necessario per affrontare (e vincere) le elezioni sembra pura utopia.

Secondo indiscrezioni, in questo momento la gestione del partito sarebbe tutt’altro che condivisa, con buona pace della proclamata unità fra i laici.Almeno quattro gruppi fondamentali per gli equilibri interni lamentano un preoccupante isolamento, di non essere stati consultati e coinvolti nel processo decisionale.

Fonti interne riferiscono di forti dissapori che non promettono nulla di buono. Il barometro ha virato a burrasca in seguito a ripetuti episodi, non ultimo quello dello spostamento della Guardia di finanza a Largo Barozzi. Sotto accusa le comparsate mediatiche di taluni a scapito del lavoro sotterraneo e concreto dei colleghi (non solo forzisti) che avrebbero portato in porto la trattativa romana.

Inoltre, “la malcelata ambizione di esponenti di primo piano del partito di agire in maniera autonoma, quasi si trattasse di commissari o coordinatori in pectore peraltro privi di legittimazione congressuale, sta provocando tensioni interne che potrebbero sfociare in decisioni clamorose”, rende noto una fonte che vuole l’anonimato.

“Il paradosso è che i laici stanno compiendo un capolavoro di autolesionismo, riuscendo a dividere l’indivisibile”, è il commento di un’altra.

Insomma, “l’uomo solo al comando” va bene per il Giro d’Italia, meno per gestire un partito composto da gruppi poco inclini a fare da eterni gregari. Un vizio che i laici avevano contestato alla precedente gestione Capelli e in cui ora rischiano di incappare a loro volta.

L’emblema di questa situazione è la trattativa con la Lega sulle candidature da presentare in Bergamasca, che ha visto escluso dal tavolo Marco Pagnoncelli, senatore e per 10 anni segretario provinciale di Forza Italia.

“Avevamo salutato l’arrivo del quadriumvirato come una novità positiva – riferiscono ancora dal partito – purtroppo senza condivisione delle decisioni non funziona”. Giorgio Gori sentitamente ringrazia.

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