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Quadro economico in attesa di un nuovo ciclo

Di Filippo Quarti31 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Quadro economico in attesa di un nuovo ciclo
Analisi dei risultati di Borsa

Il 2013 è stato un anno straordinario per i mercati azionari dei Paesi sviluppati: S&P500 e Dax hanno guadagnato il 25 per cento, il Nikkei il 23 per cento, Eurostoxx 50 e FTSEMIB il 17 per cento. L’Europa ha ancora una volta sottoperformato gli Stati Uniti, nonostante si arrivasse da una situazione pregressa di intensa sottovalutazione degli asset del vecchio continente.

Le aspettative macro propendevano per una crescita del PIL lenta, intorno al 5 per cento per le economie legate al dollaro e del 2.5 per cento per l’Europa: ebbene, gli ultimi dati disponibili danno un’espansione globale del 2.8 per cento, al ribasso rispetto alle stime di un anno fa, anche a causa di un andamento peggiore del previsto da parte delle economie emergenti. I vari indicatori economici, dai PMI alla produzione industriale, segnalerebbero tuttavia dei possibili miglioramenti per il prossimo anno. L’andamento delle diverse regioni è stato influenzato principalmente da fattori idiosincratici, spesso di stampo politico e/o monetario, che hanno contribuito a catalizzare l’attenzione degli investitori e la performance dei rispettivi mercati.

Il 2014 dovrebbe essere l’ultimo anno completo del ciclo di mercato bull in corso, che si chiuderebbe per poi dare inizio ad una fase bear nel biennio 2015-16, quest’ultima preparatoria di un ulteriore futuro ciclo rialzista. L’inizio di un ciclo bear può avere connessioni multiple e complesse con l’ambiente macroeconomico ma, essendo ciascun ciclo indipendente dagli altri e caratterizzato da una propria peculiare logica, non coincide necessariamente con un periodo di recessione.

È quindi possibile che, mentre il PIL globale continuerà a crescere, dal 2015 in avanti i mercati azionari cominceranno a scendere: il cosiddetto “trigger event” dovrebbe essere la fine del “cheap capital”, il principale driver dell’attuale fase rialzista.

Quando emergerà il nuovo ciclo? In primis quando le valutazioni degli asset che sono stati leader di questa fase espansiva cominceranno a crollare in termini assoluti. Per questo motivo reiteriamo la chiamata long sull’azionario europeo rispetto a quello statunitense da qui a dodici mesi.

Il ciclo europeo è lungi dall’essere esaurito, ci sono spazi interessanti, infine la classe equity europea soffre di un “lag” strutturale che potrebbe essere colmato nei dodici mesi che ci aspettano. L’intento delle prossime slide è disegnare il quadro per il 2014, analizzando le prospettive e le problematiche relative alle diverse aree geografiche, oltre alle opportunità d’investimento sulle diverse asset class.

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