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Esteri

Olimpiadi di Sochi: l’incubo delle donne kamikaze

Di Redazione22 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Olimpiadi di Sochi: l’incubo delle donne kamikaze
La sicurezza russa alle Olimpiadi di Sochi

SOCHI, Russia — Il peggior incubo per le forze di sicurezza russe, impegnate a garantire il regolare svolgimento delle Olimpiadi invernali di Sochi, sono le donne kamikaze, addestrate dai gruppi terroristici islamici per portare a termine attentati suicidi.

I funzionari della sicurezza russi sono a caccia di “diverse potenziali donne kamikaze”, uno delle quali sarebbe già arrivata a Sochi, dove il mese prossimo cominceranno le Olimpiadi invernali.

La polizia ha cominciato a distribuire alla popolazione manifesti e volantini sui potenziali attentatori suicidi nella zona delle sedi olimpiche. Nei giorni scorsi una lettera anonima fatta pervenire alla polizia parlava dell’arrivo in città di Ruzanna Ibragimova, vedova di 22 anni di un militante islamico e pronta a farsi esplodere.

Altissimo dunque il grado di attenzione delle autorità russe nei confronti delle cosiddette “vedove nere” di ribelli uccisi in attacchi suicidi precedenti nel paese.

La preoccupazione è molta. Fonti militari statunitensi hanno confermato non ci sono piani per l’evacuazione di cittadini americani qualora fosse necessario. Per questo gli Usa si preparano ad allertare le loro basi europee e a mettere due navi della Marina in pattugliamento nel Mar Nero.

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