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Storia

Bergamo scomparsa: com’era Piazza del Duomo

Prosegue il nostro viaggio virtuale in quello che era il centro cittadino

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Bergamo scomparsa: com’era Piazza del Duomo
Piazza del Duomo, a Bergamo Alta

Abbiamo esaminato nell’ultimo incontro la facciata occidentale del Palazzo della Ragione con il suggestivo capitello raffigurante allegoricamente il buon governo.

Più avanti si apriva la “platea parva Sancti Vincentii” oggi piazza del Duomo, “parva”, piccola, per distinguerla dalla adiacente “platea magna Sancti Vincentii” oggi piazza Reginaldo Giuliani. Ma “parva” ci appare perché veramente di modeste dimensioni, stretta com’è tra le moli della Basilica, della Cattedrale, del Palazzo della Ragione e a ovest il recinto dell’episcopio.

Sappiamo che l’uomo medioevale aveva un senso della spazialità diverso dall’attuale. Neppure nelle grandi città gli edifici imponenti potevano vantare dinanzi a sé vaste aree libere. La piazza, allora priva della Cappella Colleoni e del Battistero, era il cuore pulsante della città, teatro di tutti i più importanti avvenimenti di carattere politico e religioso.

Nel 1156 dopo la vergognosa sconfitta delle Grumore, “mille homines Pergami” in rappresentanza della città dovettero giurare pubblicamente sul Vangelo la rinuncia ai castelli che erano stati causa della guerra contro Brescia. Una umiliazione pubblica spettacolare che avvenne sicuramente sulla piazza (il Palazzo della Ragione non era stato ancora costruito) “al cospetto della cittadinanza non solamente addolorata, ma sicuramente agitata da un sentimento di odio e di vendetta”, dice lo studioso Belotti.

I “mille homines” giurarono anche di non richiedere aiuto all’imperatore, impegno del tutto disatteso due anni dopo in occasione della prima discesa in Italia del Barbarossa.

Dopo la costruzione del palazzo parte dell’attuale piazza risultava occupata dallo scalone di pietra che conduceva al piano superiore. L’ingresso era collocato sul lato orientale dal quale la scala poi scendeva verso la piazza non sappiamo se con una o più rampe. Si appoggiava a una “volta magna” e a una “volta parva”, documentate spesso dai notai ,ed era dotata di un “balatorium”, ballatoio, di cui il Comune si serviva per gli annunci pubblici.

Allo stesso scopo servivano i due “regi”, che già abbiamo considerato ai due ingressi della Basilica di Santa Maria Maggiore. Non sappiamo come erano. Potevano essere dei semplici portici oppure dei veri e propri palchi sopraelevati funzionali alla comunicazione con un vasto uditorio. Petrò li identifica con le porte stesse dotate dei protiri primitivi più modesti degli attuali. Ovviamente il più utilizzato era quello che fronteggiava il “palatium”.

Davanti ai “regi” o al “balatorium” veniva convocata la popolazione “in publico et generali arengo communis Pergami…campanis et tubbis sonatis more solito”. Vedremo nella prossima puntata come le sentenze e le decisioni riguardanti la cittadinanza ricevessero la loro legittimazione solo attraverso una pubblica solenne proclamazione.

Andreina Franco Loiri Locatelli

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