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Bergamo

Insieme per Ubi: superare il “localismo”

Di Redazione21 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Insieme per Ubi: superare il “localismo”
Ubi Banca

BERGAMO — “Insieme per Ubi apprezza le modifiche statutarie approvate dal consiglio di sorveglianza di Ubi Banca ed auspica nuovi e più incisivi interventi nella direzione intrapresa”. E’ quanto si legge in un in un comunicato stampa dell’associazione.

“Le proposte di miglioramento della corporate governance di Ubi Banca approvate dal consiglio di sorveglianza alla fine dello scorso anno vanno certamente nella giusta direzione” spiega l’associazione.

“La riduzione del numero dei componenti del consiglio di sorveglianza da 23 a 17, nonché la riduzione da 11 a 9 del numero massimo dei componenti del consiglio di gestione, va valutata in maniera positiva anche alla luce della posizione della Banca d’Italia che in più occasioni ha definito “pletorica” la dimensione numerica degli organi sociali delle banche popolari”.

Tuttavia, a giudizio di Insieme per Ubi “si rende necessaria un’ulteriore riflessione sui costi e sull’efficienza complessiva della governance di gruppo. Al tempo stesso, si ritiene opportuno il superamento del localismo nei processi di nomina e più in generale in tutti gli ambiti della vita aziendale. Si segnala, peraltro, il paradosso di uno statuto di Ubi Banca che prevede come sedi operative solo Bergamo e Brescia, escludendo Milano, di gran lunga la maggiore piazza finanziaria, dove, come è noto, opera una delle più importanti banche del Gruppo – Banca Popolare Commercio e Industria – nonchè l’alternanza solo di Bergamo e Brescia quali sedi per lo svolgimento dell’assemblea dei soci”.

Mario Bianchi di "Insieme per Ubi"

Mario Bianchi di “Insieme per Ubi”

“In secondo luogo – prosegue sempre l’Associazione – apprezziamo la creazione di una “popolare integrata” in grado di favorire un’equilibrata rappresentanza nella governance societaria di tutte le componenti della compagine sociale. Per l’elezione del consiglio di Sorveglianza la proposta di modifica dello statuto prevede un meccanismo di premio nell’attribuzione dei consiglieri alle 2 liste, di maggioranza e di minoranza, che tiene conto del capitale complessivamente detenuto dai Soci che hanno votato ciascuna lista”.

“Questa importante evoluzione permette di dare rilievo a categorie di soci finora non rappresentate negli organi sociali ed è quindi da valutare positivamente. Insieme per Ubi, in linea con le valutazioni espresse dal governatore Ignazio Visco, propone comunque una riflessione critica più ampia al fine di individuare come: favorire il rafforzamento patrimoniale della Banca ed incentivare l’apporto di capitale da parte di nuovi soci”.

Ma non solo, “assicurare trasparenza ed incentivi al controllo dell’operato degli amministratori anche al fine di contrastare potenziali conflitti di interesse e rischi di autoreferenzialità; favorire lo sviluppo industriale della banca anche attraverso eventuali aggregazioni con altri istituti; favorire la piena valorizzazione della Banca sul mercato dei capitali ed un adeguato livello delle negoziazioni di Borsa. E poi consentire un’adeguata presenza negli organi aziendali delle diverse componenti della base sociale”.

A sostegno di quanto detto, “Insieme per Ubi” sottolinea che “anche a causa della contenuta partecipazione dei soci all’attività assembleare, le decisioni rilevanti della vita societaria (approvazione del bilancio, nomina degli amministratori, ecc.) vengono assunte da una ristretta percentuale di azionisti. Ciò rende possibile ad un nucleo stabile, con ridotta partecipazione al capitale, di determinare le decisioni assembleari”.

Infine, l’associazione condivide le altre proposte di modifiche statutarie che riguardano: la presentazione da parte di almeno 50 Soci rappresentanti almeno lo 0,5 per cento del capitale sociale delle liste per l’elezione dei consiglieri di sorveglianza; la conferma del possesso minimo di 250 azioni per l’ammissione a socio, possesso che deve essere mantenuto nel tempo; l’introduzione della video-conferenza nelle adunanze assembleari; l’aumento del numero di deleghe fino a 4 per ogni Socio, sono tutte proposte da valutare positivamente, anche se si doveva osare di più sulle deleghe portandole a 5 in linea con la best practice indicata dalla Banca d’Italia. Il riferimento all’obbligo di un possesso azionario minimo per l’ammissione a Socio, costituisce un’innovazione essenziale al fine di conseguire, in occasione delle assemblee, una partecipazione effettivamente rappresentativa della compagine sociale, evitando, al tempo stesso, possibili strumentalizzazioni”.

“Insieme per Ubi” ritiene che le modifiche statutarie proposte, che si riserva di valutare più compiutamente quando saranno pienamente esplicitate, “rappresentano la prima tappa di un percorso che deve proseguire per supportare appieno la valorizzazione e lo sviluppo di Ubi Banca e si augura che le modifiche proposte siano speditamente approvate e propone l’avvio di un costruttivo confronto sulle tematiche di governance con i vertici e con le altre associazioni di soci, in uno spirito di piena collaborazione”.

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