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Sochi, lo spettro del terrorismo sulle Olimpiadi

Di Redazione10 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Misure di sicurezza straordinarie sui Giochi invernali. Ma le avvisaglie fanno paura

Sochi, lo spettro del terrorismo sulle Olimpiadi
Le forze di sicurezza russe alle Olimpiadi di Sochi 2014

SOCHI, Russia — L’esplosione di una bomba o un attentato mentre tutti gli occhi del mondo sono puntati sul palcoscenico internazionale delle Olimpiadi. E’ l’incubo dei servizi di sicurezza russi, impegnati a difendere i Giochi invernali di Sochi 2014 dal terrorismo di matrice interna ed esterna.

Le avvisagli non dicono nulla di buono. In due distretti di Stavropol, a 250 chilometri da Sochi, dove tra meno di un mese cominceranno le Olimpiadi invernali, è già scattato il regime speciale antiterrorismo. La decisione è stata presa dopo il ritrovamento di 4 auto dello stesso modello (tutte vecchie Zhiguli sovietiche) con all’interno i corpi di 5 persone uccise a colpi d’arma da fuoco. Vicino a una delle auto è poi esploso un ordigno, mentre un secondo è stato distrutto da un robot.

L’ipotesi è che si tratti di una nuova tattica del terrorismo caucasico: abbandonare auto con cadaveri per attirare la polizia e far esplodere ordigni al suo arrivo.

Tre cadaveri sono già stati identificati: si tratta di residenti locali, senza precedenti, probabilmente uccisi per mettere a punto una nuova strategia della tensione in vista del Giochi.

La scorsa estate il sedicente Emiro del Caucaso del Nord Doku Umarov aveva lanciato un appello a colpire le Olimpiadi invernali “in tutti i modi”. Il duplice attentato kamikaze di fine anno a Volgograd (34 morti) è suonato come un monito sinistro.

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