iscrizionenewslettergif
Storia

Bergamo scomparsa: nel centro cittadino

Passeggiata virtuale in Piazza Vecchia in epoca comunale

Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bergamo scomparsa: nel centro cittadino
Cavalcavia e scalone hanno sostituito il vecchio pontile

Continuiamo la nostra passeggiata nel centro cittadino d’età comunale. Abbiamo chiuso l’incontro precedente con la citazione della torre civica, attuale Campanone.

Vicino alla torre e probabilmente nei locali sotterranei della stessa a partire dall’inizio del Trecento stava la “basta”, struttura attrezzata d’inferriate, “canzelli ferati”, per ospitare le prigioni e le stanze dei carcerieri.

Antecedentemente essa risultava posta accanto alla vecchia “casa consulum”. Ricorda lo studioso Petrò che esisteva un altro edificio carcerario al confine tra la vicinia di San Lorenzo e quella di San Matteo, una struttura poderosa in conci di pietra “proprio là dove l’odierna via Tasso piega ad angolo retto”.

La decisione di localizzare un carcere sotto la torre era sicuramente dovuta a esigenze di sicurezza. I carcerati potevano esservi trasferiti con minori difficoltà e soprattutto con minori rischi dalle stanze del palazzo podestarile sovrastante che era il luogo ordinario in cui si amministrava la giustizia. Se invece venivano giudicati colpevoli al termine di un processo svoltosi nella stanza superiore del Palazzo del Comune, per accedere al carcere dovevano attraversare il “pontile”, che univa i due palazzi senza intersecazione di scale esterne. In tali occasioni, una specie di “ponte dei sospiri” bergamasco.

Il “pontile”, che la studiosa Buonincontri data alla fine del Duecento, aveva posizione leggermente diversa dal cavalcavia oggi esistente. Lo scalone attuale non esisteva.

Oltre il “pontile” era sullo stesso lato una serie di botteghe di proprietà vescovile. Sul lato opposto si apriva a pian terreno il vasto porticato del Palazzo della Ragione. Sull’angolo nord occidentale la “camera pincta” già da noi precedentemente considerata. Non sappiamo quale fosse il suo aspetto esterno, che immaginiamo fastoso e solenne date le funzioni che le erano riservate. Le davano luce delle finestre aperte sul lato settentrionale. Le tracce di una di esse sono ancora visibili sotto la trifora destra verso Piazza Vecchia.

L’aspetto attuale del lato occidentale e di quello meridionale del Palazzo è in parte frutto di un disinvolto restauro attuato tra il 1920 e il 1926 sotto la direzione di Ciro Caversazzi. Nell’intento di riassestare staticamente l’edificio, ma soprattutto di ripristinarne le sembianze originarie poco documentate e interpretate in modo arbitrario, il restauro aggiunse una merlatura ghibellina, cancellò i segni delle porte del “pontile” duecentesco e compì la prima trifora del fronte sud. Si volevano eliminare le stratificazioni storiche per restituire a Bergamo un documento delle “gloriose” libertà comunali. Per fortuna il fantasioso restauro fu fermato in tempo e il Palazzo rimase alla città come i secoli l’avevano consegnato.

Restano evidenti i segni del rifacimento lasciato a metà soprattutto sulla parete occidentale fino al tetto e sopra la trifora nuova della parete meridionale. Per quanto riguarda la parte scultorea sono stati rifatti quasi tutti i peducci degli archetti pensili nel fregio corrente sulle due pareti, sia ripetendo elementi presenti nel corredo scultoreo del palazzo sia probabilmente inventando ex novo. Si vedano da esempio le figure di piccoli falchi, quella di una maschera o quella di un inverosimile soldato che porta una specie di scimitarra.

Andreina Franco Loiri Locatelli

Leggi le altre puntate di Bergamo scomparsa
Bergamo scomparsa: la bibliografia

Bergamo scomparsa: il centro città in età comunale

Il Campanone di Bergamo AltaLa città è un organismo vivo, che continuamente si modifica e si rinnova. Gli spazi ...

Bergamo scomparsa: com’era il Palazzo della Ragione

Le arcate del Palazzo della RagioneAbbiamo esaminato nell’ultimo incontro i maldestri rifacimenti che purtroppo hanno interessato il Palazzo della Ragione ...