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Giacomo Stucchi

Si dimettano pure, ma per manifesta incapacità

Di Giacomo Stucchi7 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ai cittadini non interessa se le dimissioni del viceministro Fassina siano da attribuire a contrasti con Renzi o a giochi interni al Pd

Si dimettano pure, ma per manifesta incapacità
Stefano Fassina

Ai cittadini interessa poco se le dimissioni del viceministro dell’Economia Stefano Fassina siano da attribuire a contrasti con la politica del suo segretario, Matteo Renzi, o piuttosto derivino da giochi di correnti interne al Pd.

Le famiglie in difficoltà, o le imprese con l’acqua alla gola, piuttosto si chiedono come mai tra i membri del governo nessuno si dimetta per prendere le distanze dall’indecorosa politica dell’annuncio, e della presa in giro, nella quale sembra essersi specializzato il ministro dell’Economia e delle Finanze Saccomanni.

Promettere che il 2014 sarà l’anno della ripresa, con conseguente alleggerimento della pressione fiscale, come ha fatto il ministro in un’intervista, non è solo una colossale bugia ma è anche un’ulteriore conferma dell’azione deleteria di questo governo. Se sul piano della politica economica in generale non esiste infatti un preciso programma da seguire, e si naviga a vista, è sul fronte fiscale che il governo Letta riesce a dare il peggio di se’, mettendo i contribuenti nelle condizioni di non sapere mai cosa li aspetta.

Penso ai piccoli proprietari di immobili che, secondo gli ultimi dati, hanno dovuto reggere un prelievo fiscale che negli ultimi tre anni si è addirittura triplicato. 9, 20, 28: non sono numeri a caso ma è l’incremento, in miliardi di euro, della pressione fiscale che, secondo l’associazione dei proprietari, lo Stato centrale ha esercitato, dal 2011 a oggi, sui proprietari di immobili.

Una vessazione che non ha precedenti in nessun Paese civile del mondo e che non ha giustificazioni: né di equità fiscale, né di bilancio. Una simile imposizione fiscale non può che accentuare un tracollo del settore dell’edilizia, che invece potrebbe essere motore trainante per l’economia, ma anche un’inevitabile crollo del gettito fiscale per l’incapacità di molti cittadini a pagare altre gabelle allo Stato.

Giacomo Stucchi

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