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Economia

Tariffe su, consumi giù. Penalizzati gli onesti

Di Redazione4 gennaio 2014 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Crescono le tariffe dei servizi pubblici a livello locale e nazionale

Tariffe su, consumi giù. Penalizzati gli onesti
Soldi

ROMA — Con buona pace di chi professa fantasie del tipo “le tasse sono diminuite”, l’ultima analisi di Unioncamere rivela che le tariffe a livello locale sono in aumento del 4,1 per cento su base annua, mentre quelle pubbliche nazionali sono in crescita del 3,8. Di conseguenza, calano ancor di più i consumi.

L’analisi effettuata su dati a ottobre 2013, evidenzia una corsa di acqua potabile (+7,6 per cento) e rifiuti urbani(+7). E nel complesso tariffe nazionali e locali anche nel 2014 cresceranno del 3 per cento, più del doppio dell’inflazione.

I consumi in Italia sono scesi del 9 per cento negli ultimi 5 anni e nel 2013 hanno toccato il livello più basso dal 1997 a questa parte. E’ quanto risulta dall’ultimo Rapporto Club Consumo di Prometeia. Nell’anno appena chiuso inoltre, ricorda Prometeia, i consumi sono scesi del 2,3 per cento rispetto al 2012.

I 5 anni della crisi hanno profondamente modificato le dinamiche della spesa delle famiglie per i singoli beni e servizi con un aumento di circa 650 euro per le spese obbligate per la casa (affitti, utenze) e per la cura del futuro (sanitarie, finanziarie, di protezione sociale) mentre sono scese le spese per per cibo e mobilità. E’ quanto risulta dall’ultimo Rapporto Club Consumo di Prometeia.

In Italia l’economia sommersa nel 2012 era pari al 21,6 per cento del Pil, il valore più elevato dell’Eurozona (dopo Estonia e Cipro), secondo la stima dell’economista Friedrich Shneider. “Considerando questa entità di sommerso la pressione fiscale effettiva che grava sui contribuenti onesti in Italia sarebbe pari al 56,2 per cento del Pil”, calcola il Centro studi di Confindustria nella nota ‘Il fisco gioca contro’, come già evidenziato nell’ultimo rapporto diffuso a dicembre.

La tassazione sul lavoro in Italia è al top dell’Eurozona e sopra la media Ue. L’incidenza del prelievo fiscale e contributivo sui redditi da lavoro, misurata con l’aliquota implicita, è stata del 42,8 per cento contro una media europea fra il 35,8 e il 37 per cento.

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