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Bergamo

Ubi: il nuovo statuto favorisce gli azionisti forti

Di Redazione23 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Lo sostiene la Uilca. La soluzione introdurrebbe "una intollerabile distinzione censuaria fra i soci"

Ubi: il nuovo statuto favorisce gli azionisti forti
Ubi Banca

BERGAMO — La segreteria Uilca del gruppo UBI Banca esprime forti perplessità per il progetto di modifica dello Statuto sociale che il Consiglio di sorveglianza dell’istituto ha deliberato nella seduta del 19 dicembre scorso.

In particolare, non convince il modello proposto di “popolare integrata” e, con esso, lo stravolgimento del meccanismo di voto che verrebbe realizzato.

“Secondo Ubi Banca – si legge in un comunicato di Uilca – l’introduzione di un meccanismo di premio nell’attribuzione di consiglieri, che tenga conto del capitale complessivamente detenuto dai soci che hanno votato ciascuna lista, permetterebbe di far convergere in maniera integrata i differenti interessi degli stakeholder del Gruppo”.

“Al contrario, a nostro parere, questa soluzione introdurrebbe una intollerabile distinzione censuaria fra i soci: da una parte gli interessi dei piccoli e medi investitori e risparmiatori, dall’altra quelli degli azionisti forti, ledendo irreversibilmente il principio fondante del concetto di voto capitario, essenza caratteristica e funzionale delle società cooperative e delle banche popolari, garanzia e tutela dei diversi interessi diffusi nella collettività”.

“Stesso discorso per quanto riguarda la diversa modalità che si vorrebbe introdurre nella presentazione delle liste per l’elezione dei consiglieri di sorveglianza. Anche questa modifica, cui prevede che i sottoscrittori delle liste in corsa siano 500 soci ma in rappresentanza di almeno lo 0,5 per cento del capitale sociale, appare come una forzatura nella direzione del limitare la partecipazione democratica e plurale dei soci”, continua Uilca.

“La Uilca è estremamente preoccupata per le decisioni approvate dal consiglio di sorveglianza, ritenendo che non può essere messo in discussione il valore partecipativo: quando si vogliono introdurre nei meccanismi elettivi distinzioni a seconda del peso capitale, vuol dire che si vuole minare la natura stessa e lo spirito della cooperazione popolare”.

“Diversamente, la Uilca si dichiara complessivamente soddisfatta per la riduzione del numero dei membri del consiglio di sorveglianza che – stando alla proposta – scenderebbero dagli attuali 23 a 17 e dei componenti del consiglio di gestione che passerebbero da 11 a 9”.

“Valutata interessante anche l’introduzione di limiti nell’età anagrafica per l’assunzione di cariche negli organi sociali, nonché la fissazione di un limite massimo di mandati per sedere nel consiglio di sorveglianza”, conclude il comunicato.

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