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Storia

La battaglia di Dogali

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La battaglia di Dogali
Raffigurazione della battaglia di Dogali

Il 26 gennaio 1887, al confine tra l’Etiopia e l’Eritrea (presso Dogali), un battaglione di cinquecento soldati italiani (tra i quali Angelo Maffeis di Stezzano), venne attaccato e annientato da circa 10.000 lance abissine.

Il tristissimo evento colpì profondamente il popolo italiano. Nei giorni e nei mesi successivi alla funesta notizia, in numerosissime chiese vennero celebrati riti funebri con addobbo di catafalchi ricoperti di drappi di velluto, fiori e immagini di alcuni di quei militari caduti. Vennero pronunciate vibranti omelie e, in moltissime località della penisola, le locali amministrazioni comunali realizzarono, d’intesa con la cittadinanza, lapidi e altri monumenti a ricordo di quella tragica battaglia.

Nel mese di giugno del 1887 si tenne a Roma una imponente manifestazione alla quale parteciparono moltissime autorità civili, militari e religiose dell’epoca, alla presenza di Sua Maestà il re e la regina.

In quell’occasione venne intitolata ai caduti di Dogali la piazza antistante alla stazione Termini “Piazza dei Cinquecento” e venne eretto un obelisco a loro futura memoria.

Il governo dell’epoca, data la massima importanza dell’evento, concesse, nel giro di pochissimi giorni ben 500 medaglie d’argento al valore militare a quei caduti. A tutto ciò deve aggiungersi che quei soldati diedero rara e suprema prova di coraggio che catturò l’attenzione di celebri artisti dell’epoca che, nei loro pregevoli dipinti, raffigurarono le ultime fasi della battaglia.

Quei giovani, infatti, circondati da ogni parte da migliaia di abissini, senza più munizioni e senza più alcuna speranza di salvare la vita, presentarono le armi ai compagni morti sul campo, in segno di saluto e di rispetto. Poi, inesorabilmente, vennero sopraffatti nella mischia furibonda.

Nel 2007 (per la prima volta in Italia) sono state ricordate a Lanciano (CH), con una grande manifestazione, le battaglie di Saati e Dogali del 25 e 26 gennaio 1887. Nel 2012, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha conferito alla città di Lanciano (medaglia d’oro al valor militare) una speciale edizione del Tricolore dedicato ai caduti di quelle battaglie.

Mario Salvitti

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