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Italia

Alfano: linea dura contro la rivolta dei forconi

Di Redazione11 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Il ministro: inaccettabile mettere a ferro e fuoco le città

Alfano: linea dura contro la rivolta dei forconi
Dilaga la protesta dei forconi

ROMA — “Non consentiremo a nessuno che le città vengano messe a fuoco”. E’ questo il monito del ministro dell’Interno Angelino Alfano al termine di un’altra giornata di tensione con le diverse anime del movimento dei Forconi, che hanno proseguito nella loro protesta attuando blocchi stradali, irruzioni in negozi e aziende, volantinaggi in diverse città italiane.

Nelle prossime ore sono previste manifestazioni improvvisate anche a Roma, in occasione del voto di fiducia al Governo.

La tensione è alle stelle in tutta Italia. Complice una politica di tassazione scellerata, il paese sembra diventato una pentola sul punto di ebollizione. Lo conferma indirettamente la decisione del ministro dell’Interno di inviare più uomini a Torino, teatro ieri di scontri duri in piazza Castello, prima ancora della riunione convocata al Viminale con i vertici delle forze dell’ordine per fare il punto della situazione.

La preoccupazione che la protesta possa degenerare è reale. Nei giorni scorsi, d’altronde, i servizi avevano segnalato i rischi che la mobilitazione nascondeva, soprattutto perché andava ad intercettare diverse anime di un malcontento diffuso che, seppur prive al momento di una “guida”, potrebbero essere strumentalizzate e utilizzate da qualcuno che decida di cavalcare la protesta.

“La linea – ha detto Alfano al termine del vertice – è quella del rispetto della legge e della democrazia: significa che le forze dell’ordine sono lì per dare supporto a chi protesta pacificamente e nel rispetto della legge”. Perché non è pensabile bloccare l’intero tessuto produttivo del paese mettendo a ferro e fuoco le città e perché sono “inaccettabili” le minacce subite dai commercianti “per chiudere le attività”.

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