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Bergamo

Discarica d’amianto: tangenti per un milione alla Cdo

Di Redazione6 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Sono i soldi che l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli avrebbe versato per l'autorizzazione di Cappella Cantone

Discarica d’amianto: tangenti per un milione alla Cdo
Pierluca Locatelli

BERGAMO — Dodici persone indagate, fra cui l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. La procura di Milano ha chiuso le indagini, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, sui presunti episodi di corruzione intorno alla realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone, in provincia di Cremona.

Stando all’inchiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli avrebbe pagato tangenti per circa un milione di euro. Fra queste, Locatelli avrebbe fatto avere 200mila euro a Luigi Brambilla, all’epoca numero due della Cdo bergamasca, e 25mila euro a Rossano Breno, che era presidente della Cdo di Bergamo. Oltre a 100mila euro all’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani per l’Autorizzazione integrata ambientale e 10mila all’ex funzionario dell’Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro.

L’obiettivo di quelle mazzette era ottenere il via libera del Pirellone alla realizzazione della discarica d’amianto, che aveva riscontrato più di una difficoltà e rimostranza da parte dei funzionari regionali.

Delle tangenti sarebbe stati a conoscenza anche i referenti politici della Cdo in Regione, l’allora assessore all’Ambiente Marcello Raimondi e Roberto Formigoni, è l’ipotesi dei magistrati. Così Locatelli “si garantiva l’opera di condizionamento, esercitata dai predetti pubblici ufficiali sulle determinazioni dei competenti dirigenti amministrativi coinvolti nell’iter procedimentale”, riferisce l’agenzia di stampa Ansa citando le carte processuali.

Le mazzette sarebbero servite dunque per accelerare l’iter all’autorizzazione della discarica. Autorizzazione che arrivò il 20 aprile del 2011 con la delibera di giunta 1594 per la quale, secondo i pm, Formigoni si sarebbe speso in prima persona.

Nonostante il via libera, la discarica non fu mai realizzata perché sulla vicenda scattarono le indagini della magistratura.

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