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Politica

Discarica d’amianto: Formigoni indagato

Di Redazione4 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

L'ex governatore avrebbe tratto vantaggi politici dagli accordi corruttivi sull'impianto di Pierluca Locatelli

Discarica d’amianto: Formigoni indagato
Roberto Formigoni

BERGAMO — Corruzione. Sarebbe questa l’accusa che chiama in causa l’ex presidente della Regione Roberto Formigoni in merito all’autorizzazione alla concessione della ormai celebre discarica d’amianto di Cappella Cantone dell’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli.

La notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati – anticipata dal quotidiano epubblica” – viene confermata da fonti investigative, riferisce l’agenzia di stampa Agi.

Nei prossimi giorni il procuratore aggiuto di Milano, Alfredo Robledo e i pubblici ministeri Paolo Filippini e Antonio D’Alessio chiuderanno le indagini sulla vicenda di presunte mazzette per accelerare l’iter della concessione alla discarica in Regione Lombardia.

In estrema sintesi, a Formigoni sarebbe contestato di essersi speso in prima persona per far approvare una delibera di giunta, la 1594 del 20 aprile 2011, che dava il via libera alla realizzazione della discarica nelle mire di Locatelli.

Secondo l’accusa, Formigoni sarebbe stato a conoscenza delle mazzette versate dall’imprenditore a uomini vicini al governatore come l’ex vicepresidente del consiglio regionale Nicoli Cristiani (100mila euro). Sempre secondo le accuse, Formigoni sapeva anche che Locatelli aveva versato 210mila euro all’allora presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo Rossano Breno e al vicepresidente Brambilla e aveva effettuato lavori gratuiti del valore di alcune migliaia di euro alla scuola Imiberg, legata alla Cdo.

Tutte azioni, secondo la Procura, finalizzate ad “oliare” gli ingranaggi della Regione e ottenere l’autorizzazione alla discarica di Cappella Cantone.

Attraverso questo quadro, Formigoni, è l’ipotesi degli inquirenti, avrebbe tratto vantaggi politici garantendosi appoggio elettorale degli ex vertici della Compagnia delle Opere.

Tuttavia l’autorizzazione alla discarica non arrivò mai per l’intervento dei magistrati. Ora, dopo la collaborazione con gli inquirenti, l’imprenditore bergamasco Locatelli punta al patteggiamento.

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