iscrizionenewslettergif
Giacomo Stucchi

Non è con l’Isee che si rilancia l’economia

Di Giacomo Stucchi3 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Non è certo con il nuovo Isee varato dal consiglio dei ministri, sia pur necessario per un corretto accesso ai servizi sociali, dalla scuola alla sanità, che le famiglie potranno guardare al futuro con maggiore ottimismo.

In cima ai loro pensieri infatti c’è sempre la crisi economica, con un Natale che sarà ricordato come il più parsimonioso degli ultimi decenni. Non va certo meglio per le imprese. Secondo uno studio di Confcommercio il maggior gettito fiscale generato dall’aumento degli acconti di imposta Ires e Irap vale 1,147 miliardi e vanifica il beneficio che le imprese dovrebbero avere l’anno prossimo per il taglio del cuneo fiscale (un miliardo) previsto dalla Legge di Stabilità.

Insomma, quella boccata di ossigeno della quale tanto si parla non arriverà, mentre resterà altissima la pressione fiscale, quasi precluso ogni accesso al credito, una chimera i tagli alla spesa pubblica (quelli veri) e un semplice auspicio l’adozione dei costi standard (che non possono certo aspettare il 2015!).

Eppure il governo rimane ancora impantanato con la questione dell’Imu e con molte altre scadenze fiscali di fine anno, diretta conseguenza della sua incapacità ad assumere a tempo debito decisioni chiare e definitive.

A complicare la gravità del quadro economico c’è poi una reazione delle forze politiche di maggioranza per niente incoraggiante. Chi nell’esecutivo pensava infatti che con il passaggio dalle larghe alle piccole intese si sarebbe stabilizzata la premiership di Letta, con il Ncd ad appoggiarlo e Forza Italia all’opposizione, potrebbe ricredersi.

Più in generale, la sensazione è che, a fronte di un Paese che necessiterebbe di misure economiche decise per risalire la china, il governo continui invece a traccheggiare; anche in attesa del nuovo segretario del Pd, suo azionista di maggioranza. Che è un po’ come dire che tutti i problemi possono attendere perché senza la proclamazione del nuovo capo del Pd non si può decidere proprio nulla!

Giacomo Stucchi

Non è più tempo di ciurlare nel manico

Enrico Letta e Angelino Alfano durante il voto al SenatoDopo la fine delle "larghe intese", con il passaggio di Forza Italia all’opposizione, per il ...

Fiducia rinnovata, ma per fare cosa?

Angelino Alfano e Enrico LettaSe ad ogni fiducia ottenuta dal governo Letta ci fosse stato un suo rinnovato e ...