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Bergamo

Farmaci in gravidanza: Bergamo fa scuola

Di Redazione3 dicembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Farmaci in gravidanza: Bergamo fa scuola
L'ospedale di Bergamo

BERGAMO — In dieci anni sono passate dalle 751 del 2001 alle 14.227 del 2012, da una media di 2 a 39 richieste al giorno. E’ l’aumento vertiginoso delle richieste di consulenza registrate dal servizio di informazione sull’uso dei farmaci in gravidanza e durante l’allattamento, fornito dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Il servizio, attivo tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24, è stato presentato oggi a Roma da Maria Luisa Farina, responsabile della Tossicologia clinica e del Centro antiveleni, in occasione della cerimonia organizzata dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) per l’edizione 2013 del programma “bollini rosa”, il riconoscimento alle strutture ospedaliere italiane che si distinguono per l’attenzione riservata alla salute delle donne.

Quasi due terzi delle richieste di consulenza registrate lo scorso anno prevenivano da fuori regione. Per la gravidanza (43 per cento), le richieste provenivano dalle donne stesse nel 66 per cento dei casi, da medici nel 21 per cento e nel 10 per cento da familiari. Percentuali analoghe per l’allattamento (57 per cento sul totale): il 72 per cento delle richieste proveniva dalle neomamme, il 17 da medici e l’8 da familiari. Solo nell’un per cento dei casi i tossicologici del Papa Giovanni hanno individuato un rischio significativo con l’uso di farmaci durante la gravidanza o l’allattamento. Nel 66 per centro il rischio non era aumentato, nel 26 da valutare con la diagnosi prenatale oppure con il monitoraggio clinico del neonato e nel 7 non era definibile per mancanza di dati in letteratura.

“Si stima che tra il 56 e il 95 per cento delle donne in gravidanza assuma uno o più farmaci, ma c’è ancora molto confusione su questo argomento, che spesso lascia spazio a comportamenti irrazionali, che vanno dall’allarmismo eccessivo e ingiustificato alla sottovalutazione dei rischi reali – spiega Farina -. Il nostro servizio non si limita ai farmaci propriamente detti, ma si estende anche ad altri possibili rischi, come infezioni, esposizione a radiazioni, prodotti industriali e cosmetici. In buona parte dei casi i farmaci possono essere presi senza problemi. In caso di rischi reali, in accordo con il medico curante o lo specialista, è possibile sostituire il farmaco con altri che abbiano la stessa indicazione terapeutica e minor rischio, e programmare un accurato monitoraggio della gestante e/o del neonato”.

Nel corso della cerimonia l’azienda ospedaliera Papa Giovanni è stata premiata con 3 bollini rosa, il massimo riconoscimento. Quest’anno è arrivata anche una menzione speciale, perché l’azienda ospedaliera bergamasca è riuscita ad ottenere 3 bollini in tutte e tre le edizioni del programma che si sono succedute dal 2007 ad oggi, un traguardo raggiunto solo da altri 11 centri in tutta Italia.

A fare dell’ospedale Papa Giovanni, azienda dove la maggior parte degli operatori è donna, un ospedale in rosa hanno concorso molti servizi: l’attivazione di un protocollo multidisciplinare per le donne vittime di violenza; il percorso per la diagnosi e la cura del tumore al seno, in cui le donne possono anche usufruire della radioterapia intraoperatoria ; le attenzioni riservate alle pazienti con sclerosi multipla, che possono contare su un servizio psicologico dedicato e su un ambulatorio multidisciplinare che le segue durante la gravidanza; gli ambulatori multidisciplinari per le malattie reumatologiche; l’ambulatorio pensato per le donne in gravidanza che hanno la necessità di mantenere un trattamento psicofarmacologico; l’ambulatorio per gli adolescenti che presentano un esordio di disturbo bipolare dell’umore; la possibilità di curare neonati affetti da qualunque patologia; l’efficacia del servizio di Procreazione medicalmente assistita; l’ambulatorio cardiologico dedicato all’ ecografia fetale; i servizi offerti alle mamme durante il parto , dall’analgesia alla possibilità di partorire in acqua fino alla donazione del sangue da cordone ombelicale possibile ogni giorno dell’anno; i percorsi di diagnosi e cura dell’ osteoporosi e infine la presenza di un team dedicato per la gestione del diabete in gravidanza.

“Si tratta di un prestigioso riconoscimento che da tanti anni ci accompagna lungo un percorso continuo di miglioramento dei servizi offerti alle donne – ha commentato Carlo Nicora , direttore generale dell’ospedale Papa Giovanni -. Attenzioni e possibilità che sono il frutto del nostro impegno nel promuovere un approccio di ‘genere’ nella definizione dei servizi sanitari e che sono possibili grazie alle tante professionalità su cui il nostro ospedale può contare. Il risultato sono prestazioni di altissimo livello, organizzate secondo le esigenze delle donne, in modo da offrire loro servizi eccellenti, in un contesto costruito su misura, in cui si possono sentire accolte e ascoltate”.

Quest’anno sono stati 230 gli ospedali premiati: 65 con il massimo riconoscimento (tre bollini), 105 con due bollini e 60 con un bollino; 12 ospedali hanno ricevuto una menzione speciale per aver ottenuto sempre 3 bollini dal 2007 ad oggi. Nel sito www.bollinirosa.it, riservato all’iniziativa e alle attività correlate (Concorso Best Practice, HOpen Day), sono consultabili le schede di tutti gli ospedali premiati con i relativi servizi, suddivisi per regione, e con la possibilità per l’utenza di esprimere il proprio parere sulla base dell’esperienza personale. Grazie ad un accordo con Federfarma, anche quest’anno le 17 mila farmacie, presenti su tutto il territorio nazionale, aiuteranno la popolazione femminile a trovare “l’ospedale amico delle donne” più vicino a loro.

Il servizio di informazione sull’uso dei farmaci in gravidanza e durante l’allattamento ha le seguenti caratteristiche: Consulenza telefonica 24 ore su 24 per tutto il territorio nazionale (numero verde: 800.883300); gruppo di lavoro multidisciplinare che segue le donne in gravidanza che necessitano di proseguire le terapie farmacologiche. Negli anni 2009 e 2010 sono state prese in carico 188 pazienti, di cui: 150 con patologia reumatologica, 13 con epilessia, 9 con sclerosi multipla, 7 con patologia psichiatrica, 2 con embolia polmonare, 1 politrauma e 6 con altre patologie; gruppo di lavoro sulla depressione e altre problematiche psichiatriche in gravidanza che dal 2010 a oggi ha seguito 41 pazienti.

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