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Bergamo

Commercialisti: i clienti hanno perso la metà del fatturato

Di Redazione28 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Lo ha detto il presidente dell'Ordine Alberto Carrara quest'oggi all'assemblea generale che si è tenuta alla Fiera di Bergamo

Commercialisti: i clienti hanno perso la metà del fatturato
Alberto Carrara all'assemblea dell'Ordine dei commercialisti di Bergamo

BERGAMO — E’ già tempo di bilanci e di riflessioni sull’anno che si sta per concludere per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, riunitisi oggi in assemblea generale alla Fiera di Bergamo per ripercorrere le tappe di un periodo non facile per la categoria.

Non sono mancante però notizie positive. Il numero degli iscritti è in continua crescita: il saldo rispetto al 2013 è infatti in positivo di 53 unità, visto che gli iscritti sono passati dai 1.573 del 2012 ai 1.626 di quest’anno. Buono anche il bilancio sul fronte della formazione, con un continuo aumento del numero di convegni gratuiti offerti ai propri iscritti. In totale nel 2013 l’Ordine di Bergamo ha organizzato, da solo o con altri enti, 121 eventi o corsi di formazione obbligatoria per un numero complessive di ore di formazione pari a 465, di cui 151 gratuite, a fronte delle 123 dell’anno precedente.

Dal residente Alberto Carrara non sono però mancate parole di preoccupazione per lo scenario che il nostro Paese sta attraversando, perchè “non si vedono, allo stato attuale, segnali confortanti in merito ad una reale e condivisa volontà di mettere mano al taglio della spesa pubblica. Al contrario si assiste sempre più spesso, anche in questi giorni in cui è in corso la discussione riguardante l’iter parlamentare di approvazione della legge di stabilità, al tentativo di sostituire imposte con altre, o con anticipazioni di cassa, mancando ogni reale intenzione di effettuare tagli seri e selettivi alla spesa pubblica improduttiva”.

Una situazione che pesa non poco sulla categoria dei commercialisti, che sta vivendo un profondo disagio motivato dal calo dei fatturati degli studi e dalle difficoltà connesse all’incasso dei corrispettivi delle prestazioni professionali, visto che molti clienti devono affrontare un calo dei fatturati che arriva a superare il 50 per cento, a cui si aggiungono continui adempimenti come ad esempio lo “spesometro” e continue richieste di adeguamento a nuove normative fiscali. “Ricordiamo inoltre – ha sottolineato Carrara – che alcuni settori, come quello dell’edilizia e delle opere pubbliche che, in Bergamasca negli anni passati sono stati trainanti, sono stati ridimensionati dalla pesantissima crisi economica”.

Intanto l’Ordine di Bergamo mette in campo programmi per il futuro. Dal sostegno al consiglio nazionale e alle associazioni sindacali su tutte le iniziative volte alla tutela della categoria, all’avvio dei lavori di un nuovo consiglio di disciplina esterno rispetto al consiglio dell’Ordine. In programma anche un elevato numero di eventi gratuiti, anche grazie alla proficua collaborazione che va avanti da anni con altre istituzioni del territorio come la Camera di Commercio, l’Università, Confindustria Bergamo, Agenzia delle Entrate, gli altri Ordini professionali, il Tribunale e in particolare i Giudici della sezione fallimentare, l’Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, le banche, il Codis, Coordinamento degli Ordini della Lombardia. Costante anche l’attenzione verso i giovani, che anche per il prossimo anno continueranno a versare una quota ridotta di quasi l’80 per cento, confermando quello di Bergamo come uno degli Ordini del nord Italia con la quota associativa più bassa.

In conclusione Alberto Carrara ha ricordato l’importanza del lavoro dei commercialisti, in virtù del loro ruolo di garanzia nell’ambito delle dinamiche economiche. “E’ necessario continuare a riaffermare tanto a livello nazionale, quanto a livello locale il ruolo della nostra categoria professionale che è sovente soggetta ad attacchi da parte di altri centri di interesse e che, spesso vessata da inutili complicazioni in ambiti fiscaie, svolge una vera e propria azione di supplenza nei confronti della pubblica amministrazione – ha concluso il Presidente -. Rinnovo l’auspicio affinchè tutti i colleghi e in particolare i giovani Colleghi possano considerare l’Ordine al quale appartiene come “la casa comune” della nostra professione, utilizzandone la sede e i servizi offerti e dialogando costruttivamente con il Consiglio, senza mai considerarlo una controparte, bensì ricordando che è formato da Colleghi che svolgono un ruolo istituzionale nell’interesse della categoria”.

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