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Economia

Legge antiriciclaggio: i commercialisti chiedono chiarezza

Di Redazione21 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

BERGAMO — E’ in programma per mercoledì 27 novembre a partire dalle 14.30 al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo il convegno organizzato dall’Ordine dei commercialisti di Bergamo con il patrocinio dell’Università, dedicato alla disciplina antiriciclaggio e ai conseguenti obblighi che spettano ai professionisti e agli intermediari.

Saranno proprio i delicati compiti affidati ai commercialisti, come la verifica della clientela e la segnalazione delle opere sospette, ad aprire i lavori. A seguire sarà dato spazio alla normativa attualmente vigente in Italia sul monitoraggio del rischio di riciclaggio e ai profili penali contemplati dal legislatore. A conclusione della giornata saranno presentate le tecnologie a disposizione dei commercialisti per aiutarli nella gestione del rischio riciclaggio.

“Vogliamo puntualmente rispondere come categoria professionale agli obblighi che la normativa ci pone in carico ai fini della lotta al riciclaggio e alle operazioni sospette – spiega il presidente dell’Ordine Alberto Carrara -. Si tratta, infatti, di operazioni complesse che spaziano dall’adeguata verifica della clientela alla conservazione e registrazione delle informazioni fino alla segnalazione delle operazioni sospette”.

“Inoltre, il perimetro degli adempimenti ancora oggi non è circoscritto con sufficiente precisione, perchè la legge si limita a stabilire criteri generali, demandando a regolamenti attuativi non ancora emanati dalle autorità la specificazione delle modalità operative. Il risultato è un’enorme incertezza nel nostro lavoro quotidiano”.

“Per questo – continua Carrara – abbiamo pensato a questo convegno, che ospiterà esperti di varia estrazione sul tema, chiamati a dare ai nostri iscritti conoscenze e strumenti pratici per rispondere al meglio a quanto ci viene richiesto dal legislatore e per dare un concreto contributo alla lotta contro le operazioni illecite. Per poter collaborare nell’individuazione dei reati di riciclaggio i professionisti e gli intermediari hanno bisogno di indicazioni precise da parte delle autorità di vigilanza e non è accettabile che siano esposti a rischi di gravi sanzioni, spesso non riconducibili a loro negligenza o colpa grave, ma alla complessità della normativa di riferimento”.

Al convegno saranno presenti anche Erminia Prizio (dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia), Carlo Peroni (responsabile area rischi riciclaggio e terrorismo di Ubi Banca), Battista Palestra (presidente della sezione penale del Tribunale di Bergamo), Pierluigi Bevilini (presidente di Bvidax) e Alessandro Morini, docente di Diritto commerciale dell’Università di Bergamo, al quale verrà affidato il compito di chiudere i lavori.

“La disciplina antiriciclaggio – spiega Luigi Gaffuri, commercialista e docente di Diritto degli intermediari finanziari all’Università di Bergamo – prevede che i professionisti e gli intermediari siano tenuti a collaborare con le autorità al fine di evitare che il sistema finanziario sia utilizzato allo scopo di riciclare i proventi di attività illecite”.

“A questo riguardo il Decreto Legislativo n. 23/2007 e le relative disposizioni di attuazione contemplano obblighi di carattere generale che risultano spesso di difficile applicazione in quanto non precisano quale comportamento debba essere tenuto dai destinatari della disciplina nelle diverse fattispecie operative. A fronte di una normativa molto complessa che dovrebbe essere applicata in base al principio di proporzionalità, tenendo conto delle peculiarità delle professioni, delle dimensioni e del tipo di attività svolta dagli intermediari, si pone un sistema sanzionatorio non equilibrato, che stabilisce sanzioni penali e amministrative estremamente pesanti, anche in caso di inosservanza di adempimenti formali”.

“Il recente provvedimento della Banca d’Italia del 3 aprile 2013, in materia di adeguata verifica delle clientela, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2014, ha reso ancor più complesso il compito degli intermediari, introducendo parametri aggiuntivi nella valutazione del rischio riciclaggio della clientela; il Decreto Legislativo n. 231/2007 non prevede l’emanazione di analogo provvedimento che stabilisca per i commercialisti le modalità di applicazione delle norme relative all’adeguata verifica della clientela nello svolgimento della propria attività professionale” conclude Gaffuri.

Carlo Scotti-Foglieni

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