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Politica

Cittadinanza “facile”: Stucchi chiede intervento del ministro

Di Redazione21 novembre 2013 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cittadinanza “facile”: Stucchi chiede intervento del ministro
Giacomo Stucchi

BERGAMO — Il senatore bergamasco della Lega Nord Giacomo Stucchi ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno sulla questione della cittadinanza “facile” e al boom di concessioni avvenute grazie al cambiamento delle regole in corsa.

“La cittadinanza italiana – scrive Stucchi – è la condizione della persona fisica alla quale il nostro ordinamento giuridico conferisce la pienezza dei diritti civili e politici; il rilascio della cittadinanza italiana è attualmente disciplinato dell’art. 9, della Legge 91 del 5 febbraio 1992 e successive modifiche e integrazioni e dai regolamenti di esecuzione; la cittadinanza italiana si acquisisce principalmente per nascita se almeno uno dei genitori è cittadino italiano (jus sanguinis)”.

“La concessione della cittadinanza – precisa il parlamentare – non è un diritto soggettivo della persona, ma un riconoscimento se lo Stato stesso e la comunità nazionale hanno interesse ad accogliere il nuovo cittadino richiedente che abbia dato prova di buon grado d’integrazione, oltre che a non essere un potenziale pericolo per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale;
per valutare tale grado d’integrazione viene anche svolto un colloquio attraverso il quale la Questura o i Carabinieri verificano la sufficiente conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento”.

“Le cittadinanze rilasciate nella bergamasca a cittadini stranieri risultano cresciute negli ultimi mesi in modo esponenziale: se nel 2010 in tutta la Provincia di Bergamo erano diventati italiani per residenza 258 stranieri, negli ultimi sei mesi sarebbero già oltre 400”.

“Il ministero dell’Interno ha diramato nel mese di aprile 2013 a tutti i questori una comunicazione con la quale si interviene sui Procedimenti di concessione della cittadinanza, ritenendo che ‘le Questure, superando la prassi del colloquio’, possano reperire tutte le informazioni rilevanti il profilo della sicurezza dalle risultanze della banche dati. Di conseguenza sono numerosi i paesi che hanno introdotto il superamento di test linguistici e di integrazione civica, come requisito essenziale per l’acquisto della cittadinanza”.

Per questo Stucchi chiede al ministro “se non ritenga opportuno ripristinare, nell’ambito dei procedimenti previsti per il rilascio della cittadinanza italiana, la prassi del colloquio presso le competenti sedi, al fine di una puntuale e completa valutazione da parte delle autorità preposte della documentazione inerente il cittadino straniero richiedente, prima del definitivo rilascio della cittadinanza stessa”.

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